Festa notturna nella nuova Basket city
Migliaia di tifosi in Piazzale Segni per brindare al trionfo. Oggi bis con la squadra
SASSARI. Dopo l’ultima sconfitta al PalaSerradimigni era difficile credere in un’impresa a Milano ma il popolo biancoblù non ha mai perso le speranze. I più ottimisti si sono dati appuntamento nella club house di piazzale Segni, dove era stato allestito un maxischermo, e hanno avuto ragione. Quando all’ultimo secondo Sanders ha messo dentro il pallone che ha portato le due squadre all’overtime qualcuno ha rischiato l’infarto. Ma è stato allora che si è capito che la Dinamo è la Dinamo perchè ha più cuore delle avversarie, più rabbia, più voglia di arrivare. E al fischio della sirena la festa si è fatta collettiva. Piazzale Segni è diventato il punto di ritrovo di chi aveva scelto di soffrire in casa ma non ha resistito alla voglia di raccontare urbi ed orbi la sua felicità. Bandiere, cori cortei di auto hanno trasformato il quartiere di Serra Secca nella nuova Basket city nazionale. Migliaia di persone hanno brindato come nemmeno a Capodanno. E alla festa ha partecipato gente di ogni età: i fedelissimi della gradinata Nord insieme a signore non più giovanissime, ragazzini che hanno celebrato contemporaneamente la vittoria e l’ultimo giorno di scuola e professonisti che, almeno per una volta - questa volta - hanno lasciato nell’armadio giacca e cravatta per scoprire quanto è comoda (e bella!) è la maglia Biancoblù con il logo Dinamo sul cuore. Altro che Armani...
La festa è andata avanti fino a notte fonda e c’è da credere che si ripeterà questa mattina quando la squadra tornerà a Sassari con un volo Meridiana Milano-Olbia. I giocatori dovrebbero arrivare verso le 10,30 e si recheranno al Palazzetto per ringraziare i tifosi e incassare un supplemento di applausi. Dopo ci sarà tempo per preparare le coreografie per la finale scudetto. In attesa di scoprire chi saranno gli avversari c’è una sola certezza: la serie comincerà questa domenica con la Dinamo ancora in trasferta.
Paura? Nessuna dopo l’impresa di ieri il popolo biancoblù sogna il triplete e non teme più nulla. Non può temere nulla.
R.Sp.
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