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Grande cuore Dinamo Sassari sogna il triplete

di Roberto Sanna
Grande cuore Dinamo Sassari sogna il triplete

Milano deve arrendersi (dopo un overtime) a uno straordinario Banco

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INVIATO A MILANO. A 8'' dalla fine era morta, adesso è in finale scudetto. La storia continua dopo una gara7 pazzesca, che sembrava non finire mai, come sembrava non finire mai una serie che si è conclusa soltanto al supplementare di gara7. Vince la Dinamo, che acciuffa l'overtime con un guizzo quando la partita sembrava già nelle mani di Milano e azzanna alla giugulare gli avversari totalmente storditi. In sette partite durissime e tutte diverse tra loro a fare la differenza è stato un rimbalzo, quello che Rakim Sanders è andato a prendersi di forza sul tiro libero sbagliato da Dyson nell'ultima azione biancoblù. Canestro, supplementare e raffica di Logan che dopo aver consumato le scarpe sul parquet del Forum cercando di seminare Moss e Cerella ha inchiodato 7 punti consecutivi che hanno piegato le gambe di Milano. L'Armani ha messo il naso avanti una volta sola (78-79) ma non ha avuto la forza di reagire. E la festa al Forum è ancora biancoblù, coi tifosi sassaresi che saltano impazziti mentre i milanesi non la prendono bene e fischiano la Dinamo. Ce ne faremo una ragione, ora bisogna pensare alla finale scudetto e fa quasi impressione dirlo.

La nemesi. L'Armani ha speso 16 milioni di euro per allestire questa squadra ma ricorderà per sempre le maglie biancoblù della Dinamo, che in italia l'ha spazzata via su tutti i fronti: prima la Supercoppa, poi la Coppa Italia, adesso le ha scucito dalle maglie il tricolore. Ricorderà a lungo anche questa serie e soprattutto questa partita, che ha affrontato sull'onda dei due match ball annullati in gara5 e gara6. Ieri in una gara di resistenza, l'hanno spuntata i biancoblù, che hanno avuto la forza per andare a recuperare l'ultimo pallone disponibile per rimanere ancora in vita.

Signori, la Dinamo. Alla fine questa serie è stata lo specchio della Dinamo, morta e risorta più volte, incapace di chiudere sul 3-1, alle prese con problemi di ogni genere, e in grado sempre di risorgere quando altri si sarebbero lasciati andare. Ieri, davanti a 11mila persone, i biancoblù sono andati subito sotto di 11 (14-25 alla fine del primo quarto) in un teatro che sembrava perfetto per mandare in scena il successo dei campioni d'Italia. Ma c’era ancora tanta vita.

La sofferenza. Il primo capolavoro è stato questo, piazzare il controbreak nel secondo quarto e chiudere all'intervallo avanti 37-35. E la Dinamo si è arrampicata nonostante gli arbitri permettessero di tutto in difesa all'Armani: prima di vedere in lunetta per la prima volta una maglia biancoblù sono trascorsi 29' e 38'.

Il corpo a corpo. Lawal ha dominato i cieli con 21 rimbalzi, Dyson è finalmente entrato nella serie, anche Sanders ha fatto sentire il fisico. Milano si è riportata avanti con Ragland in un terzo quarto dove si è giocato molto allo schiaffo del soldato, la Dinamo ha risposto nell'ultimo con un parziale di 6-0 (61-59). Da lì in poi ogni pallone è stato uno psicodramma, tra errori di ogni genere e canestri inventati. La Dinamo si è ritrovata indietro 66-71 a 5' dalla fine e ha sbagliato con Dyson, è risalita 72-73 con un gioco da tre punti di Brooks, ha avuto il tiro del sorpasso tre volte e l'ha sbagliato. A 10'' dalla fine, sotto di 3, Dyson si è buttato e ha preso fallo. Primo libero dentro, sul ferro il secondo e Sanders è uscito dalla mischia come un gladiator.

L'apoteosi. Il Forum è ammutolito. Ed è stato il momento di Logan, che ha preso in mano la squadra e l'ha portata fino a un ultimo minuto nel quale l'Armani è andata fuori giri. Intervengo da Milano, lo scudetto non c'è più. E la Dinamo ora prova a prenderselo.

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