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Lotito indagato per tentata estorsione

Perquisita la Figc, la casa del presidente della Lazio e il centro sportivo di Formello. Lui si difende: «Sono solo calunnie»

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ROMA. Perquisizioni negli uffici della Figc, a casa del presidente della Lazio Claufio Lotito e nel centro sportivo di Formello. Il patron biancoceleste e della Salernitana nonchè consigliere federale, è indagato per tentata estorsione dalla Procura di Napoli. In base a quanto emerge «vi sarebbe un consistente numero di società di Lega Pro vittime di un meccanismo intimidatorio finalizzato ad acquisire il consenso dispetto all'attuale dirigenza della Lega». L'ipotesi di illecito contestata a Lotito riguarda dunque «presunte pressioni per costringere dirigenti di Lega Pro a votare l'approvazione di bilancio in senso favorevole alle sue richieste, allo scopo di acquisire una posizione di forza in Figc, Lega A e in quelle minori a vantaggio anche dei suoi club, Lazio e Salernitana».

Alle accuse Claudio Lotito ha così risposto: «Da mesi sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine è indubbiamente quello di ostacolare l'opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti, come dimostrato dai molteplici provvedimenti già adottati allo scopo di assicurare l'assoluta trasparenza del sistema. Consapevole di questo, mesi addietro avevo appunto presentato presso la Procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia. Confido che la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati». Il presidente della Lazio si è recato quindi nella sede della Figc a Roma, per essere presente alla perquisizione da parte degli agenti della Digos.

L'inchiesta è scaturita dalla registrazione di una telefonata con Lotito consegnata agli inquirenti dal dg dell'Ischia Calcio, Pino Iodice, nei mesi scorsi, è condotta dai pm di Napoli Vincenzo D'Onofrio, Vincenzo Ranieri, Stefano Capuano e Danilo De Simone ed è coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli. Sono state disposte perquisizioni, tra l'altro, anche nei confronti del presidente della Figc, Carlo Tavecchio e del presidente della Lega Pro, Mario Macalli. Tavecchio è stato ascoltato come persona informata dei fatti, ma non risulta indagato. «Non ritengo di essere artefice di niente, l'ho fatto solo per dovere di giustizia perché il calcio appartiene alla mia vita e l'ho fatto solo per il bene del calcio», ha detto Iodice. Il 20 febbraio il dg dell'Ischia era stato convocato in Procura consegnando ai magistrati la registrazione di una telefonata con Lotito.

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