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Massimo Rastelli, nuovo allenatore del Cagliari: «Non abbiamo alternative, dobbiamo vincere»

Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari
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Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari

La presentazione del tecnico che guiderà i rossoblù nel campionato di serie B 2015-2016: «Ho sempre raggiunto gli obiettivi. Catania e Cesena tra le favorite»

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CAGLIARI. «Non abbiamo alternative, dobbiamo solo vincere. Dal ritiro dobbiamo gettare le basi per un campionato da protagonisti», così Massimo Rastelli, nuovo allenatore del Cagliari, si presenta sabato 13 a tifosi e stampa. D'altra parte sono le indicazioni del presidente del club rossoblù, Tommaso Giulini.

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«Da tecnico ho sempre raggiunto l'obiettivo - ha detto Rastelli - sono al settimo anno da allenatore. In B ho fatto tredici anni da calciatore e due in panchina. Se non conosci la categoria fai fatica a trasmetterla, in B devi vincere sempre. Le favorite? Sulla carta Catania e Cesena, ma è un campionato pieno di sorprese».

Un feeling fresco fresco quello con il Cagliari. «I primi contatti - ha spiegato - risalgono a lunedì scorso. Martedì mattina ho conosciuto il presidente e il direttore sportivo Capozucca. Il Cagliari era a conoscenza della mia situazione contrattuale: sono stati tre giorni estenuanti. Ma per me quella del Cagliari era una chiamata irrinunciabile, la storia parla da sola».

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Si parte subito con la campagna acquisti, e con le eventuali conferme: «Non c'è stato il tempo di parlarne - ha aggiunto - ma noi dobbiamo vincere. E servono giocatori che hanno fame: giocatori di personalità e qualità che dovranno supportare i più giovani. Anche perché tutti con noi vorranno fare la partita della vita».

Moduli e programmi: «Conosco una sola ricetta: lavoro e risultati. Cerco di mettere in campo i miei valori e i miei principi. Io ci metto un grandissimo entusiasmo: per me una grandissima opportunità, chi mi ha scelto non mi pentirò della scelta».

Come in campo? «Non sono integralista - ha concluso - ma dobbiamo avere un'idea di base. Parto da due sistemi di gioco: il 3-5-2 che con un cambio può diventare un 4-3-1-2. A me piace lavorare molto sulle individualità: 17 o 40 anni non importa, chi vale gioca».

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