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«Anche con Trento era cominciata così»

di Andrea Sini
«Anche con Trento era cominciata così»

Brooks e Sosa non perdono la fiducia: Ci rifaremo subito»

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INVIATO A REGGIO EMILIA. «Non eravamo noi, e questo è chiaro. Ma era soltanto la prima partita e quasi nessuno di noi aveva esperienze di finali». Jeff Brooks non si sottrae alle critiche ma la vede in maniera costruttiva e ottimistica.

L’ala americana parte da lontano. «Vi ricordate cosa è successo nel primo turno, contro Trento? Siamo partiti malissimo nella prima partita, non eravamo noi e abbiamo perso malamente. Poi ci siamo ricompattati, ci siamo chiariti le idee e abbiamo chiuso la serie vincendo tre partite di fila. Questo non giustifica certo la nostra prestazione – dice Brooks – ma non dobbiamo assolutamente abbatterci. Si riparte dallo 0-1».

A partire dalla testa, cosa c’è da cambiare per la Dinamo in vista di gara2? «Dobbiamo tornare in ritmo e riprendere a giocare con la nostra solita intensità. Lawal ci è mancato, certo, ma non è il caso di trovare scuse. Reggio è partita bene, giocava in casa e aveva una grande carica. Noi no, eravamo sotto ritmo e non siamo mai riusciti a rimetterci in partita. È arrivata una batosta che ci può servire per il futuro. Ma non dobbiamo assolutamente abbatterci. Ripartiamo da capo».

«Una brutta serata, ma non siamo stati noi – dice telegraficamente Edgar Sosa –. I playoff sono questi. Se non giochi bene perdi, ma poi ha la fortuna di poter ripartire subito. Pensiamo subito a gara 2».

Il capitano sassarese Manuel Vanuzzo fa autocritica. «Diciamo tranquillamente che loro sono entrati in campo nella maniera giusta e ci hanno “ammazzati” su tutta la linea: al tiro, a rimbalzo, come intensità di gioco, come atletismo e come gestione della partita. Non so proprio perché a un certo punto, sotto di 5 o 6 punti, abbiamo improvvisamente smesso di giocare, quasi che la partita fosse già persa, invece era ancora tutta da giocare. Abbiamo abbassato la testa, sembravamo quasi rassegnati e non siamo stati in grado di reagire».

Un atteggiamento visto altre volte, durante la stagione, ma dopo una serie bellissima e intensa come quella con Milano, forse ci si aspettava un passo avanti a livello di mentalità. «Io ho visto che i giocatori di Reggio Emilia si sono divertiti per 40 minuti, e hanno vinto giocando e divertendosi. Noi invece no – sottolinea il numero 18 della Dinamo –, eravamo contratti, avevamo delle brutte facce. Non so davvero il motivo, loro hanno fatto tutto quello che c’era da fare, a volte anche nel modo più semplice».

Vanuzzo però avverte: la contesa è appena all’inizio. «Di certo non possiamo più permetterci di giocare in questo modo – dice –. Ma per come siamo noi non è successo nulla. Su una serie di 7 partite ne devi vincere 4 e noi siamo semplicemente partiti nel modo sbagliato. Per quanto ci riguarda questa serataccia è finita qui, bisogna già pensare a preparare nel migliore dei modi gara 2».

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