Il Banco non entra in partita Reggio Emilia lo travolge
Brutta partenza dei biancoblù di Sacchetti che vanno subito sotto e perdono il filo del gioco Decisivo il parziale di -15 incassato nel secondo quarto, domani sera la rivincita in gara2
INVIATO A REGGIO EMILIA. Benvenuti in finale. Che è questa contro la Grissin Bon Reggio Emilia, non la precedente serie con l'Armani Milano. Bella, entusiasmante e indimenticabile quanto volete, ma non metteva in palio lo scudetto. Quello la Dinamo dovrà conquistarlo battendo sul campo Reggio, soprattutto dimostrando di volerlo più degli avversari. E la partenza non è esattamente incoraggiante, un ventello sul groppone nel match inaugurale e l'obbligo di fare qualcosa di più domani in gara2 per provare a tornare in Sardegna con una vittoria in tasca. La legge del PalaBigi ha colpito ancora (siamo a 0-9 in Serie A) e l'assenza di Lawal è pesata più di quanto si potesse pensare, ma ieri il problema non è stato certo tecnico. Ha vinto la squadra più motivata, più presente, più affamata. Il Banco ha compromesso tutto con un secondo quarto indecente perso di 15 punti e non è riuscito a riaprire una partita che pure ha dato qualche occasione importante. Si riparte proprio da questo: Reggio ha giocato meglio e non molla mai, ma non è su un altro pianeta. Solo che, giocando così, la Dinamo non vincerà nemmeno una partita.
Disastro a metà gara. Si vede subito che la miglior Dinamo è rimasta a casa o, nella migliore delle ipotesi, al Forum. Strascichi di gara7, forse, o i soliti alti e bassi incontrollabili di una squadra che non sai mai cosa può tirare fuori dal cilindro. Reggio invece è rimasta sul pezzo e butta in campo cuore ed energia, tutto quello, insomma, che la Dinamo non ha. I biancoblù si destreggiano in qualche modo nel primo quarto, chiuso sotto di 5 (18-23) nonostante due break di 8-0 per i padroni di casa, ma nel secondo prendono un'imbarcata devastante senza riuscire a reagire. Il PalaBigi si infiamma per quello che diventa subito un monologo, dopo che per due volte il Banco torna a -3 (20-23, 22-25) e sembra comunque in partita. Non è così, Reggio vira all'intervallo sopra di 20 con percentuali di tiro spaventose e, francamente, inconsuete per una squadra arrivata in finale non certo con l'attacco. Il Banco invece non la mette mai e in difesa è inguardabile, a rimbalzo miracola anche Cervi che, dopo una semifinale da spettatore, ha uno sprazzo modello Holajuwon su un Kadji totalmente stordito.
Terzo quarto inutile. Serviva una grande reazione per rientrare in partita ma il terzo quarto è indegno di una finale scudetto: il Banco lo vince 14-12 spadellando da tutte le posizioni, soprattutto da tre punti (0/11 tra il secondo e il terzo quarto) quando riesce a trovare qualche tiro aperto che, se messo dentro, potrebbe riaprire il match. Reggio si carica di falli ma Menetti può gestirli bene grazie a un vantaggio che arriva anche a 24 punti.
L'ultima chance. Reggio perde una marea di palloni in attacco e la Dinamo, senza entusiasmare, riesce in qualche modo a riavvicinarsi. Due volte a -12 (58-70, 61-73), i biancoblù prima vengono trafitti da una tripla di Lavrinovic e poi si giocano male un possesso importante con una tripla senza senso di Kadji. Finisce con Reggio in trionfo mentre il Banco spedisce i palloni direttamente in tribuna. Benvenuti in finale scudetto, se qualcuno non se ne era accorto adesso non ha più scuse.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
