La Nuova Sardegna

Sport

L’Under 21 va all’Europeo, caccia al sesto titolo

L’Under 21 va all’Europeo, caccia al sesto titolo

I ragazzi di Di Biagio cercano l’impresa undici anni dopo l’ultimo successo. Tutti i (buoni) precedenti

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. A 11 anni dall'ultimo successo firmato Gentile, l'Italia Under 21 di Gigi Di Biagio parte per l'europeo in Repubblica Ceca con umiltà e l'obiettivo di agganciare le semifinali che prenoterebbero le Olimpiadi di Rio.

Un traguardo alla portata della Giovane Italia forte di un pedigree di cinque titoli conquistati nella manifestazione giunta alla 20/a edizione. Dopo la finale raggiunta dalla nazionale di Devis Mangia, che ha subìto una dura lezione due anni fa contro la turbo-Spagna di Morata, Isco e Thiago Alcantara, questa volta gli azzurrini sono dovuti passare per gli spareggi (Slovacchia ko) che hanno lasciato sul tappeto super team come Spagna, Francia e Olanda.

Ora l'Italia, a partire da giovedì, se la vedrà con compagini agguerrite come Svezia, Portogallo e Inghilterra mentre nell'altro girone battaglieranno Germania, Serbia, Repubblica Ceca e Danimarca. Di Biagio potrà contare sulla spigliata coppia difensiva Romagnoli-Rugani, sui centrocampisti Sturaro, Cataldi e Viviani e su attaccanti lanciati come Berardi e Belotti. Un incrocio armonioso tra tecnica, carattere, fisico e organizzazione di gioco. Il sogno è la sesta stella nell'orizzonte luminoso lasciato dal tris di fila di Cesarone Maldini e i successi di Tardelli e Gentile.

L'Under 21 è entrata nel cuore dei tifosi col decennio di Azeglio Vicini che forgiò una squadra di giovani campioni (da Mancini a Vialli, da Zenga a Donadoni, da Giannini a De Napoli) che poi, trasferita nella nazionale maggiore, fu protagonista sfortunata delle notti magiche dei mondiali 1990. Vicini perse la finale con la Spagna ai rigori nel 1986.

Meno fronzoli e più concretezza per il decennio successivo di Cesare Maldini che lasciò traccia indelebile con un tris di successi consecutivi: nel 1992 battendo la Svezia grazie ai gol di Buso e Sordo, nel 1994 con finale thrilling con il Portogallo e gol ai supplementari di Orlandini, e nel 1996 con sofferto successo 4-2 ai rigori sulla Spagna grazie agli errori di De la Pena e Raul. Quarto successo con la gestione Tardelli nel 2000 grazie al 2-1 sulla Rep. Ceca con doppietta di Pirlo. Il regista juventino è l'emblema anche di questa nazionale visto che ha il record di presenze (46) e con 16 è il secondo goleador alle spalle di Gilardino con 19.

Il quinto successo, con Gentile in panchina, è il più limpido di tutti: 3-0 finale nel 2004 sulla Serbia con gol di De Rossi, Bovo e Gilardino ma poi il tecnico nel 2006 è stato brutalmente messo alla porta durante la gestione post-calciopoli di Guido Rossi.

E da allora l'under 21 con Casiraghi (un deludente primo turno e una semifinale persa con la Germania) e con Ferrara (fuori dalla fase finale 2011 e dalle Olimpiadi) ha perso la sua consuetudine con le vittorie. Mangia, con i consigli giusti di Sacchi, ha invertito in parte la tendenza con la finale raggiunta e persa nel 2013 con la Spagna.

Tornando indietro il punto più basso della sua storia lucente l'Under 21 l'ha incontrato con la Norvegia, incassando a Stanveger nel 1991 un umiliante 0-6 con minaccia del presidente federale Matarrese di prendere a schiaffi gli azzurrini di Maldini. Cesarone poi la sua vendetta l'ha consumata fino in fondo, con tre titoli europei di fila, uno dei successi più completi della storia di tutte le nazionali azzurre.

Ora tocca a Di Biagio, che ha a disposizione un gruppo buono con qualche potenziale campioncino. Ma ci vorrà grinta e senso di squadra per il salto di qualità. In tempo di vacche magre può aiutare a raggiungere di nuovo la vetta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative