Ai box un mondiale da applausi
La tappa sarda del circuito iridato Wrc, la più lunga, è stata apprezzata anche da Jean Todt
ALGHERO. L’edizione 2015 del Rally Italia Sardegna è appena passato agli annali con la terza vittoria consecutiva di Sébastien Ogier, ed è già tempo di tirare le somme.
Il presidente dell’Aci, che organizza la manifestazione in partnership con la Regione, è soddisfatto. «La super speciale di Cagliari e la conferma di Alghero come base – ha commentato Angelo Sticchi Damiani - sono piaciute molto anche al presidente della Fia Jean Todt, che quest’anno è tornato a trovarci dopo essere già stato qui nel 2013. Abbiamo anche parlato a lungo del futuro con la Wrc Promoter, e ho già fatto presente che per l’anno prossimo resteremo ancora ad Alghero, che sta dando un valore aggiunto importante alla manifestazione. Alghero ha un target che si avvicina di più alle esigenze di chi segue i rally, perché è alla portata di tutti gli appassionati».
Poi Sticchi Damiani ha parlato della partnership con la Regione: «Dobbiamo lavorare più in sinergia in vista del prossimo anno, e sarebbe bello costruire e pianificare insieme qualcosa di nuovo. Un po’ come facciamo con la gara, che ogni anno nel percorso presenta importanti novità che ci permettono di dare un tocco diverso ad ogni edizione».
Le principali innovazioni che hanno apportato un feedback positivo? Anzitutto il quartier generale ospitato a Lu Qualté, un edificio storico ristrutturato nel quartiere di San Michele a due passi dalla passeggiata a mare, inaugurato alla vigilia del rally. Poi la sessione autografi e la parata dei piloti che mercoledì hanno riscosso un interessante successo, le tantissime presenze enerdì e sabato sera al parco assistenza, e infine la premiazione remitissima di pubblico terminata con un bagno di gruppo del Team Volkswagen nel porto algherese.
La seconda tappa del Rally Italia Sardegna poi con i suoi 212,83 km cronometrati, è stata la più lunga del mondiale rally dal Safari del 2002. Una giornata “marathon” iniziata alle 6 terminata alle 22, dopo aver dormito poche ore dato che la tappa del venerdì che era iniziata a Cagliari alle 6.30 era terminata ad Alghero alle 22.30. E se questo è un fatto positivo che fa parlare della gara nel mondo, una medaglia va a Tiziano Siviero, ideatore l’anno scorso della prova da 60 km a Monte Lerno. Questa tappa lunga e dura non è piaciuta ad alcuni piloti (non Ogier e Paddon, però), che si sono lamentati soprattutto per il fatto di aver dormito poco, in particolare lo ha fatto ripetutamente il norvegese Mads Ostberg.
Non ci sono più i piloti di una volta, quelli abituati alle gare endurance. Lapidario ed efficace il commento di Michèle Mouton: «Basta cambiare mestiere e i problemi sono risolti» - ha ribattuto l’ex campionessa francese ora Wrc Manager. Critico invece Jost Capito, il team manager della Volkswagen si è lamentato oltre che della durata delle tappe anche della eccessiva lunghezza dei trasferimenti. Lo aveva già fatto l’anno scorso, chissà che porti bene alla sua squadra per il prossimo anno.
Marco Giordo
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