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Banco, una vittoria per sentirsi vivi

di Roberto Sanna
Banco, una vittoria per sentirsi vivi

I biancoblù, sotto 0-2 con Reggio Emilia, stasera chiedono aiuto al PalaSerradimigni per rientrare finalmente in gioco

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SASSARI. Adesso giochiamola. Va bene che si può anche perdere, va bene che gli avversari possono giocare meglio, va bene anche che comunque vada è stata una stagione difficile da dimenticare, però non è pensabile perdere una finale scudetto rimanendo sempre a testa bassa. Gara1 e gara2 sono andate così, a senso unico, oggi la serie si sposta al PalaSerradimigni e la Dinamo deve rispondere alla Grissin Bon Reggio Emilia. Del resto, se non era finita a 9’’ dalla sirena in gara7 a Milano con l’Armani avanti di 3 punti, figuriamoci adesso che in teoria ci possono essere ancora cinque partite da giocare. Casomai bisogna ritrovare quella Dinamo che ha vinto a Milano. E questa è davvero un’altra storia.

Le scorie. “Dinamo contro Milano” è stata la colonna portante di tutta la stagione e su fronti diversi, non solo sul parquet. La paura è che, una volta consumato l’ultimo atto in gara7 al Forum, la squadra stia facendo fatica a inquadrare il nuovo bersaglio e contro una squadra carica come Reggio Emilia il disastro è stato quasi automatico. Il mistero in questo caso è più gara2, nel senso che ci si poteva aspettare qualcosa di negativo domenica ma almeno martedì una reazione dei biancoblù era stata messa in conto un po’ da tutti, probabilmente anche dagli avversari. Il ritorno a casa non può che avere un effetto benefico, è sperabile che il Banco adesso abbia capito con chi ha a che fare e soprattutto che c’è una serie da giocare.

La sfida. Molto intrigante. Da una parte una squadra bianca, corta (suo malgrado), con un quoziente cestistico elevato, che vuole stare nel piano gara dal primo all’ultimo minuto e cerca sempre l’uomo libero. Dall’altra una fondata sul black power, tremendamente atletica, con la panchina profonda, fondata sul gioco libero, l’imprevedibilità e l’uno contro uno. Due concezioni antitetiche del basket, entrambe con i pro e i contro e che finora hanno visto prevalere la prima. In realtà ci sono stati aspettati mentali e tattici che hanno concorso in diversa misura Reggio a portarsi sul 2-0. Quello mentale è sicuramente la capacità che ha avuto la Grissin Bon di aggredire la serie e tenere ai margini il Banco, anche se da alcuni particolari si è capito che i reggiani nutrono un certo timore di vedere risvegliarsi il mostro. Tecnicamente, Reggio è riuscita a soffocare sul nascere il gioco della Dinamo col raddoppio del lungo a metà campo e, sull’altro versante, ha battuto con troppa facilità la difesa biancoblù muovendo la palla e trovando sempre l’uomo libero in pochi passaggi. La Dinamo non ha risolto il doppio rebus ma viene sempre da chiedersi quanto, su questo, abbia influito un atteggiamento mentale inadeguato.

La stanchezza. Ciascuna delle due squadre potrebbe avere buoni motivi per ritrovarsi in riserva. La Dinamo ha giocato martedì la partita ufficiale numero 62 della stagione, cominciata peraltro con più di dieci amichevoli in settembre. Reggio sta spremendo il massimo da quelli che in gergo calcistico vengono chiamati “i titolarissimi” e per questo proverà a chiudere il prima possibile. In gara3 è possibile che la stanchezza cominci a farsi sentire e l’uomo chiave reggiano è sicuramente Cinciarini, vero faro del gioco: 32 e 37 minuti in campo e senza Mussini non ha un cambio naturale in panchina. La Dinamo ha sicuramente più alternative, però è alle prese con il dilemma Dyson.

I cambiamenti. La Dinamo è una squadra che si accende e si spegne improvvisamente e senza apparenti motivi, ma è chiaro che qualcosa di diverso bisognerà pur provare a inventarselo a livello tattico e anche nelle rotazioni e nei minutaggi degli uomini. Il primo cambiamento è quello che deve accadere nella testa dei giocatori e per questo torniamo al discorso di prima: la Dinamo deve entrare nella serie. Purtroppo per lei, ha un solo modo per farlo: vincendo stasera.

La gara-chiave. Nessuno è mai risalito dallo 0-3 e quindi un motivo ci deve pur essere. In più Reggio è tranquilla, carica, viene per completare l’opera e oggi è il giorno nel quale ha maggiori margini. La Dinamo non può più sbagliare, ma deve giocare con la rabbia di chi ha ancora molto da dire e non con la paura di fallire.

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