Ritiro della patente e obbligo di firma per Vidal
Nei guai (aveva bevuto) dopo un incidente con la Ferrari, ma continuerà la Coppa America col Cile
ROMA. Protagonista in campo ma anche fuori. Arturo Vidal è stato il trascinatore del Cile nelle prime due gare di Coppa America, con prestazioni scintillanti condite anche da tre gol.
Ma nella martedì notte il centrocampista della Juventus è rimasto coinvolto in un incidente e fermato per guida in stato di ebbrezza. Vidal era al volante della sua Ferrari assieme alla moglie e stava rientrando in ritiro dopo una serata trascorsa al Casino Monticello, a 25 chilometri da Santiago. Poi l’impatto con un’altra vettura, Ferrari quasi distrutta, lievi ferite per la moglie, calciatore illeso ma positivo al test per l’alcol e dunque trasferito al commissariato di Buin dove ha trascorso la notte. «Purtroppo sono rimasto coinvolto in un incidente stradale, per fortuna stiamo tutti bene, ringrazio tutti per il vostro sostegno e la vostra preoccupazione», ci ha tenuto subito a fare sapere attraverso un video postato su Twitter, spiegando anche di non «essere colpevole» per quanto accaduto. Nel pomeriggio il giocatore si è però dovuto presentare davanti al Tribunale di San Bernardo, col rischio di una condanna tra i 71 e i 141 giorni di carcere che in genere vengono tramutati in una multa e nel ritiro della patente per 24 mesi. In più il rischio di essere escluso dalla nazionale tanto che, prima della sentenza, il ct del Cile, Jorge Sampaoli, ha avuto una riunione di circa 45 minuti con il presidente federale Sergio Juade proprio per discutere del caso.
Alla fine è andata bene su tutti i fronti. Su quello penale, Vidal se l’è cavata con il ritiro della patente (almeno 120 giorni) e l’obbligo di firma mensile presso il Consolato cileno di Milano per tutta la durata della sanzione. Scongiurata anche l’esclusione dalla Roja.
Vidal salva il posto ma non la faccia: un testimone lo ha ripreso con un video che lo mostra alterato dall’alcol.
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