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Con cinque minuti di fuoco Sacchetti ritrova il sorriso

di Mario Carta
Con cinque minuti di fuoco Sacchetti ritrova il sorriso

Il coach dei biancoblù ha riscoperto il mordente dei suoi: «Logan ha acceso la fiammella» «Lawal? È umano anche lui, ma bisognerebbe eliminare i primi minuti del 3° quarto»

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SASSARI. E’ tornato il sorriso in casa Dinamo, e il coach Meo Sacchetti lo ha indossato in sala stampa nel dopopartita. Esorcizzata Reggio Emilia, la serie della finale scudetto è riaperta: 1-2.

«Abbiamo fatto quindici minuti di grande intensità producendo un break importante – è l’esordio del tecnico dei biancoblù –; poi abbiamo tirato il fiato e loro sono stati bravi a rientrare». E la Dinamo glielo ha permesso. «Abbiamo mostrato la solita sindrome del terzo quarto – si rammarica l’allenatore della Dinamo – ed è stato un quarto pesante. Non tanto per il risultato prodotto dal gioco, quanto per le facce viste in campo. Ma quest’anno la Dinamo ha dimostrato più volte di poter e sapere tirare fuori cinque minuti di fuoco, lo abbiamo fatto anche in Eurolega e lo abbiamo fatto specialmente in casa davanti ai nostri tifosi, quindi siamo riusciti a recuperare. In quel momento serviva solo dare il massimo – dice ancora Meo Sacchetti davanti a microfoni e taccuini –, e lo abbiamo fatto anche grazie a David».

Sanders nei primi due quarti, Dyson in attacco ma in particolare in difesa nella seconda metà della gara. Però Logan...

«David – spiega il coach dei biancoblù – ha prodotto un flash che ha ridato fiducia a tutto il gruppo. In quel momento giocavamo punto a punto e quando giochi punto a punto a volte non è facile. Reggio quando aveva il vantaggio poteva aver pensato che fosse fatta ma poi la Dinamo ha avuto i suoi cinque minuti. Sì, sono contento».

Contento per Logan, per i primi 15 minuti «nei quali siamo sembrati una squadra diversa – prosegue Sacchetti – rispetto a quella vista a Reggio, e questo mi dà fiducia. Per l’aggressività mentale, per come si era messa ed è stata ripresa, per un David Logan che ha acceso la fiammella».

Una fiammella che ha incendiato il Banco di Sardegna e l’intero Palaserradimigni, che continua a crescere in questi playoff insieme alla squadra. Ma ci sono state anche le note negative. Il calo di Brooks dopo l’exploit solitario in gara2,ci sta. Ma anche la prova meno esplosiva del solito di Shane Lawal, che sembra aver sofferto per lo stop da squalifica dopo la semifinale con Milano. «Lawal ha fatto la sua partita – chiosa Sacchetti –, ogni tanto è umano anche lui».

Ma il sorriso sotto i baffi del coach resta, insieme a una battuta sulla quale dovrà lavorare con i suoi sul campo, per gara4 di domani: «Bisognerebbe creare una regola per saltare i primi cinque minuti del terzo quarto...».

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