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Gara4, la Dinamo è pronta a tornare in orbita

di Andrea Sini
Gara4, la Dinamo è pronta a tornare in orbita

Rotto il ghiaccio in gara3, stasera i sassaresi proveranno a portare la serie con Reggio Emilia (che ritrova Drake) sul 2-2

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SASSARI. La prua ha rotto con enorme fatica il primo, durissimo, strato di ghiaccio. Ora c’è da sfruttare l’onda e provare a fare andare i motori a tutta. La finale scudetto è entrata ormai nel vivo e la Dinamo ha finalmente battuto un colpo. Le due pessime prestazioni del PalaBigi sono ormai alle spalle, così come la rocambolesca ed entusiasmante vittoria di gara3. Oggi è già tempo di provare a rimettere in parità i conti con una Grissin Bon Reggio Emilia che sarà anche corta e azzoppata, ma sta dimostrando di essere una grandissima squadra.

Si riparte dal 2-1 per la squadra di coach Menetti, dunque, con i sassaresi che hanno l’obbligo di difendere il fattore campo con la prospettiva di presentarsi lunedì sulla via Emilia per rigiocarsi tutto da capo, ripartendo di fatto dallo 0-0. Ma questa è pura e semplice teoria, mentre la pratica sta dimostrando che “leggere” in anticipo le sfide di questa finale è praticamente impossibile.

I blackout. Quando sembra che i vecchi vizi siano spariti, ecco che puntualmente la Dinamo sbatte il muso sui propri limiti. Le due brutte uscite dai blocchi nei primi quarti giocati a Reggio, sono stati superati con un avvio brillante nel terzo confronto. Ma dopo essere stata avanti di 12 punti nel secondo parziale, con una buonissima difesa e un gioco fluido, la Dinamo ha riscoperto la “sindrome” del terzo quarto: i 7’53” senza vedere mai il canestro (complessivamente oltre 10’, tra secondo e terzo quarto) e il break di 16-0 incassato senza riuscire in alcun modo a scuotersi, sono quanto di peggio i biancoblù siano in grado di fare. Il vero problema è che questo tipo di blackout si è già presentato troppe volte, nel corso della stagione. Senza andare troppo lontano, in gara 2 a Reggio il terzo quarto è terminato 21-13; con Milano, gara 5 e gara 6 sono state compromesse con dei terzi periodi da brivido (11-30, 13-25). Impossibile sapere cosa accadrà stavolta, perché Dyson e compagni si confermano sempre più volubili.

Le chiavi del match. Giovedì sera la Dinamo ha sbattuto malamente sulla difesa a zona, di cui coach Menetti ha fatto ricorso per fette molto consistenti della partita. Basti pensare che i primi tre attacchi alla zona dei sassaresi si sono conclusi con palle perse o tiri sbagliati e tre rapidissime transizioni ospiti trasformate in canestro. La circolazione di palla, la pazienza nel costruire il gioco (e ovviamente la buona mira dalla lunga distanza) saranno le priorità degli uomini di Meo Sacchetti, che in queste ore ha lavorato con i suoi assistenti sulle contromosse da adottare. Resta evidente il fatto che quando la Dinamo difende con la giusta intensità e decide di correre in transizione, qualsiasi tipo di problema viene meno.

L’intensità. La Dinamo corre, ma la Reggio della coperta corta e dei tanti acciacchi sta dimostrando di saper fare altrettanto. In gara 3, un match in cui l’intensità è stata molto più elevata che nei precedenti, la Grissin Bon è calata nell’ultimo quarto, pur riuscendo, grazie a una eccellente organizzazione di gioco e al grande cuore dei suoi giocatori, a restare agganciata alla Dinamo sino alla sirena. La partita di stasera, con la Dinamo che appare in condizioni fisiche generali più che buone, potrebbe essere la prima della serie nella quale la panchina lunga e la benzina nelle gambe avranno un peso determinante.

Gli acciacchi. Edgar Sosa è il giocatore biancoblù sul quale si concentrano le maggiori preoccupazioni. Il play dominicano giovedì ha dovuto stringere i denti per un probabile affaticamento muscolare, ma nel dopogara ha rassicurato tutti. Il suo impiego per oggi non dovrebbe essere a rischio, anche se ovviamente non sarà al top. Dall’altra parte, con un Lavrinovic sempre a mezzo servizio (nelle tre gare ha giocato 15’ di media) la Pallacanestro Reggiana sta provando ad accelerare i tempi per il recupero di Drake Diener. Il grande ex di questa finale scudetto è alle prese con una lesione di secondo grado al gluteo della gamba destra, riportata due settimane fa. La prima diagnosi, 30 giorni di stop, sembra ridimensionata dopo le terapie a cui il giocatore si è sottoposto. DD16, che ha seguito la squadra a Sassari è stato iscritto a referto e oggi potrebbe dare qualche minuto di respiro ai compagni.

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