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«Intensità e difesa, si riparte da qui»

di Andrea Sini
«Intensità e difesa, si riparte da qui»

Devecchi: «Nessuna fatica». Dyson: «Evitiamo i blackout»

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SASSARI. «La semifinale contro Milano è stata dura, abbiamo speso tante energie, ma quando si gioca una finale scudetto la fatica non esiste». Jack Devecchi “gioca” con i tifosi su twitter e prendendo parte al filo diretto organizzato da Legabasket spazia a tutto campo sul momento attuale della Dinamo. Dalle notti in bianco di queste settimane («Spero di trascorrerne tante altre», dice il Capitan futuro biancoblù) ad alcuni segreti legati allo spogliatoio: «Il più pazzo della squadra? C’è un uomo solo al comando, è Edgar Sosa».

Quanta unità c’è in casa Dinamo? Chi è il leader? Devecchi risponde deciso: «Siamo un bel gruppo sia dentro che fuori dal campo. Con un pizzico di follia». Le emozioni delle vittorie in coppa e in gara a Milano? «E’ stato straordinario, sapendo di rappresentare una regione intera». Poi la tattica: qualche soluzione per affrontare la zona? «Proveremo qualcosa in allenamento». C’è chi propone all’ala di Graffignana di scrivere un libro su come difendere e prendere sfondamenti. «Uno sfondamento al giorno toglie il medico di torno». E Lawal “posterizza” tutti anche in allenamento? «Sì, anche nel sonno». Poi la “sassareseria”: dopo tanti anni in città ha imparato anche qualcosa di dialetto? «Ormai sono di madrelingua». E quando un tifoso consiglia di non mangiare zimino all’intervallo per evitare i pessimi terzi quarti, il numero 8 della Dinamo raccoglie la provocazione e rilancia: «In realtà ci vorrebbe un po' di filu 'e ferru».

E ancora: «Qual è stato l’avversario più duro da marcare in questi anni? Keith Langford». E l’ex giocatore dell’Olimpia Milano impiega pochi minuti per rispondere al tweet: «Il rispetto è reciproco. In bocca al lupo per la finale!».

Clima sereno, dunque, in casa biancoblù, con la squadra che dovrà gestire al meglio le energie e soprattutto l’aspetto mentale. «Sì, certi blackout vanno assolutamente evitati – sottolinea Jerome Dyson –. Dobbiamo restare concentrati e non abbassare l’intensità. I nostri avversari sono molto forti e li rispettiamo, ma non possiamo permetterci di regalare interi quarti».

La guardia americana, reduce da una serie di prestazione insufficienti, in gara3 è riuscita finalmente a scuotersi, con una prestazione di buona continuità sia in attacco che in difesa: il bottino di 16 punti, 8 rimbalzi e 10 falli subiti (20 di valutazione) ha permesso all’ex giocatore dell’Enel Brindisi di venire eletto miglior giocatore della sfida. «Nonostante le difficoltà che ho avuto mi sento bene sia fisicamente che mentalmente. In gara3 abbiamo ottenuto una bella vittoria, dopo una partita estremamente difficile e incerta. Dovevamo mettere pressione su Reggio, e per buona parte della gara abbiamo giocato con la giusta intensità. Ora anche loro sanno che siamo in grado di recuperare e rientrare in partita in pochi minuti».

Quale può essere la chiave di gara4? Dyson non ha dubbi: «La nostra pressione difensiva può cambiare le partite. Come ho detto anche nei giorni scorsi, dobbiamo partire dalla difesa: se quella funziona tutto ci viene più semplice».

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