«Che brava Sassari, ora si sentirà ancora più forte»
Ettore Messina, coach degli Spurs, commenta la serie «Ma battuta Milano qualcuno ha pensato che fosse fatta...»
SASSARI. Sì, godersi la finale scudetto del campionato italiano dall’alto si può, se ti chiami Ettore Messina. Il vicecoach dei San Antonio Spurs, primo europeo a dirigere dalla panchina una partita Nba, è a Bologna per Re.Uni.On, la kermesse di Mec & Partners che ha riportato nella «Dotta» il fior fiore dei laureati nella storica università felsinea. Sportivi compresi.
Bentornato a casa. Le manca l’Italia?
«Certo che mi manca, è un piacere tornarci e lo faccio appena posso».
E il basket italiano, le manca? E’ atterrato nel bel mezzo della finale per lo scudetto fra Sassari e Reggio Emilia.
«Ho visto un po' di gara3 e mi sembra una serie molto equilibrata, anche se nelle prime due partite Reggio l’ha spuntata abbastanza nettamente».
Sassari ha avuto la forza per riaprire la serie.
«Gara3 era la più delicata, i sassaresi dovevano vincerla assolutamente per rientrare in gioco. A quel punto entrano in ballo tensioni particolari, sfociate in un terzo quarto dove non sono riusciti a fare canestro se non con enorme fatica: gara4 ha riaperto emotivamente tutto, Sassari se ne è impadronita e si sentirà ancora più forte, mentre Reggio potrebbe accusare il colpo dopo essersi sentita vicinissima al 3-0».
Una finalissima fra Sassari e Reggio è comunque un segnale. Qualcosa nel basket italiano sta cambiando.
«Sassari ha fatto un risultato notevole eliminando Milano. Se poteva non sorprendere che per due anni di fila avesse battuto Milano in Coppa e Supercoppa in una gara secca, dove spesso i valori si azzerano, spuntarla in una serie lunga sette partite vincendo due volte al Forum è un risultato notevole, considerando che logica e pronostico dicevano Milano. Piuttosto, questo sorprendente risultato ha complicato la vita a Sassari, che dopo l’impresa ha umanamente ritenuto che il più fosse fatto, mentre nel basket non è mai così».
Il suo basket è ancora l’Nba.
«Sè, ho ancora due anni di contratto con San Antonio».
Tornerà ad allenare in Italia?
«E’ triste dirlo ma l’Italia cestistica dovrà fare un grande passo in avanti... stiamo diventando un paese dove è bello venire a passare le vacanze».
Le sue vacanze?
«Ora Bologna poi la mia Sardegna. Ho una casetta vicino Olbia, non vedo l’ora».
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