Stop di tre giornate per Sturaro Tavecchio: «L’incidente è chiuso»
ROMA. La scure della Commissione disciplinare dell'Uefa si è abbattuta su Stefano Sturaro, espulso nella partita d'esordio dell'Under 21 azzurra nella fase finale dell'Europeo di categoria, che si...
ROMA. La scure della Commissione disciplinare dell'Uefa si è abbattuta su Stefano Sturaro, espulso nella partita d'esordio dell'Under 21 azzurra nella fase finale dell'Europeo di categoria, che si disputa sui campi della Repubblica Ceca. Lo juventino è stato squalificato per tre turni dopo che, a una decina di minuti del match contro la Svezia, ha inferto una manata sul volto all'avversario Ishak, meritandosi il cartellino rosso.
«Siamo impegnati a sostenere la nostra Nazionale che ha il delicato compito di rappresentarci a livello europeo e olimpico. Sono ragazzi giovani, Sturaro si è ampiamente scusato e per me l’incidente è chiuso». Così il presidente della Figc, Carlo Tavecchio sulle tre giornate di squalifica inflitte al centrocampista dell’Under 21. Un episodio grave che in qualche modo ha complicato la vita alla formazione guidata da Luigi Di Biagio.
Il futuro di Conte, il caso Sturaro, il Parma e le nuove norme per le iscrizioni ai campionati e la situazione alla Fifa. A Cesena per «Kick Off 2015», Carlo Tavecchio spazia sull’attualità a partire dal ct azzurro. «Con Conte abbiamo un contratto fino agli Europei del 2016 e sarà certamente rispettato. Poi avremo degli incontri e valuteremo quello che vuole fare, l’auspicio è che resti anche oltre».
Capitolo Parma: ieri è stato quantificato il debito sportivo in 22,6 milioni di euro, la cifra che chi vorrà acquistare il club dovrà sborsare per salvare il titolo sportivo e mantenere la squadra in Serie B. «La Figc non ha alcuna facoltà di intervento, non è un organo commerciale o di trattative fallimentare, non possiamo prenderci responsabilità che non ci competono», mette in chiaro Tavecchio.
Ma in futuro, con le nuove norme per l’iscrizione ai campionati approvate dalla Figc, «nell’arco di un quadriennio, dovrebbe tornare tutto a regime e il nostro patrimonio di società professionistiche dovrebbe tornare a pareggio».
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