Dinamo a Reggio Emilia: chi vince accarezza lo scudetto
Finale basket: Sassari ci riprova in gara5 alla ricerca del match point dopo le due pesanti sconfitte iniziali al PalaBigi e le due sofferte vittorie al Palaserradimigni
SASSARI. Nuovo giro al PalaBigi ma la differenza stavolta è enorme rispetto all’inizio della serie una settimana fa: entrambe le squadre sono a due vittorie dallo scudetto, chi vince oggi si guadagna un matchball da giocare mercoledì al PalaSerradimigni e avrà comunque una gara7 garantita.
Chi perde, invece, si troverà ad affrontare il più brutale degli “elimination game”, quello che termina con la festa degli avversari.
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Clima caldissimo. Si cambia campo e si cambia atmosfera. Reggio Emilia ha deciso di alzare i toni sull’arbitraggio, con le decise proteste del coach Menetti nel dopogara,. Il quale ha toppato non tanto nella valutazione degli episodi (ognuno li vede come vuole e soprattutto quelli che vuole) ma quando ha lanciato la categoria del “fischio ideologico” per proteggere Lavrinovic sostenendo che si tratta di un grande campione che certe cose non le fa, quindi non bisogna fischiargli tecnici o antisportivi.
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Inutile dilungarsi, adesso tocca agli arbitri non farsi condizionare ma la realtà è che il fair-play è finito quando Reggio, dopo aver dominato i primi due match, ha scoperto che battere la Dinamo, per di più a Sassari, non è così semplice. Specie quando i biancoblù sono costretti a vincere.
Senza rivangare le polemiche con Milano e Banchi e senza arrivare ai toni fin troppo aspri di quella semifinale, la serie indubbiamente è svoltata nel più classico “ognuno a casa sua”. Tre gare (al massimo) per lo scudetto, vinca il migliore.
Energie. Più la serie si allunga, più assumono importanza le energie fisiche e mentali che le squadre hanno ancora a disposizione. Reggio fin qui ha giocato 16 partite di playoff, la Dinamo una di meno. In teoria i biancoblù hanno una tipologia di squadra che dovrebbe vederli avvantaggiati, ma Reggio ha già fatto miracoli dimostrando una tenuta mentale straordinaria abbinata a un’incrollabile fiducia nel proprio sistema di gioco.
Di certo Kaukenas (38 anni), Lavrinovic (36 e un fisico minato) e Cinciarini sono i tre perni di Reggio e non si sono risparmiati. Non a caso Menetti ha cercato un miracoloso recupero di Drake Diener per avere almeno un cambio con qualche minuto in più.
Il gigante lituano, in particolare, ha fatto gli straordinari in gara4 con 34’, il doppio della media abiatuale. Però è lui che fa la differenza in questo momento, quando è in campo Reggio Emilia cambia volto e la Dinamo non riesce a contrastarlo soprattutto nel pick and roll.
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Le chiavi. Serve una vittoria in trasferta e la Dinamo al PalaBigi fatica. Quest’anno ha segnato al massimo 71 punti, punteggio col quale difficilmente vince. In compenso ha vinto a rimbalzo tre volte su quattro in finale, mentre dalla lunetta ormai è una roulette: di certo col 51% di gara4 non si va lontano.
Dette queste cose, è chiaro che la Dinamo dovrà giocare una partita vera e non ripetere gara1 e gara2. Reggio ritorna dai suoi tifosi con due grosse delusioni e anche la certezza di poter andare fino in fondo, la Dinamo comunque ha acquistato consapevolezza. E non è assolutamente poco.
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