Il futuro della Nuorese appeso a un filo
Entro venerdì il presidente Michele Artedino scioglierà la riserva
NUORO. Si apre uno spiraglio per il futuro della Nuorese. Il presidente Michele Artedino, dimessosi in polemica con la vecchia amministrazione comunale, si è dato tempo fino a venerdì per decidere se proseguire o gettare la spugna. A cambiare le carte in tavola la disponibilità al dialogo della nuova amministrazione cittadina. «C’è stato un primo incontro col sindaco Andrea Soddu che mi ha dato la massima disponibilità per risolvere i problemi che abbiamo evidenziato in questi anni - sottolinea Artedino -. Un altro ci sarà a breve. I temi saranno i tempi di ristrutturazione del “Frogheri” e la consegna dei lavori che chiediamo sia fatta in modo da evitare disagi in campionato che partirà il 20 agosto. Altro punto i campi di allenamento. Abbiamo chiesto di utilizzare il campo dell’Artiglieria. Ora è solo uno spazio di terra abbandonato, ma ci siamo impegnati a realizzare un manto in erba naturale o in sintetico».
La positiva conclusione dei colloqui potrebbe farla tornare sui suoi passi?
«Da parte mia ci sarebbe la volontà di ritirare la dimissioni e mettermi a disposizione della Nuorese per il quarto anno consecutivo. Ma per farlo occorre che ci sia la collaborazione di nuovi dirigenti e il contributo di qualche imprenditore per portare avanti il campionato con serenità. Condizioni che al momento non ci sono».
Quali sono i cardini del progetto Nuorese che lei ha in mente?
«Il mio obiettivo è quello di riportare la Nuorese nel calcio che conta e ci sono riuscito, ma anche creare un settore giovanile. L’anno scorso abbiamo avuto 180 giovani e vogliamo continuare visto che il vivaio rimane la vera risorsa a lungo termine di questo progetto iniziato tre anni fa».
Cosa si aspetta dalla città e dai tifosi?
«I nuoresi dopo le dimissioni mi hanno dato tanti attestati di stima. Sono onorato. Ma non bastano più, ci vogliono basi solide. Spero che entro questa settimana, i tempi sono strettissimi, ci sia qualcuno che mi faccia capire che c’è la volontà di costruire insieme la Nuorese per i prossimi anni. Da solo, con tutto l’amore che posso avere per la Nuorese, non ce la posso fare, anche perchè i costi sono elevati e con un pool di persone si possono fare cose interessanti. Abbiamo creato un gioiello sportivo e va difeso. Io non sono il padrone della Nuorese, mi sono messo a disposizione di un patrimonio della città dedicando tempo e denaro e ci tengo che tutti i sacrifici fatti non finiscano nel nulla. Entro venerdì scioglierò la riserva e mi auguro di poter dare notizir positive ai nostri tanti tifosi, altrimenti lascerò in attesa che subentri qualcun altro».
Giuseppe Sanna
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