Max Biaggi, 44 anni ancora a manetta
Misano, due sesti posti per il fuoriclasse romano nel mondiale Superbike
MISANO. Due sesti posti. Non male per il ritorno all'agonismo di un signore vicino ai 44 anni (li compirà il 26 giugno) che l'ultima gara l'aveva affrontata il 7 ottobre 2012. Quel giorno, sul circuito di Magny Cours, Max Biaggi aveva vinto per mezzo punto il secondo Mondiale Superbike, sesto titolo iridato (con i quattro consecutivi nel Motomondiale, classe 250) di una carriera da incorniciare. Sulla pista di Misano, ottavo round della stagione Sbk, la Kawasaki ha confermato il suo dominio: Tom Sykes ha prevalso in gara-1, il compagno di squadra Jonathan Rea si è rifatto in gara-2, conquistando l'undicesimo successo della stagione su 16 gare e portando a 133 i punti di vantaggio in classifica generale sullo stesso Sykes. Ma gli appassionati delle due ruote accorsi a Misano erano lì soprattutto per assistere al ritorno del CorsarO. E lui li ha emozionati con due gare arrembanti, alla Biaggi, appunto. Gas spalancato e testa giù nel cupolino della sua Aprili . «È andato tutto bene, non abbiamo commesso errori – ha commentato – Ancora una volta grazie all'Aprilia, ai ragazzi di Noale. Gara 2 è andata meglio rispetto alla prima, ho chiuso a circa 5” dal vincitore, che è davvero poco. Peccato per i primi giri, quando ti trovi a inseguire fai fatica. Mi manca anche la capacità di sfruttare al massimo le gomme da subito, mentre da metà gara in poi mi sentivo veloce ma faticando a sorpassare ho lasciato qualche decimo ogni giro. Ora spero nella ciliegina sulla torta, ovvero Sepang». In Malesia, 2 agosto, è previsto il bis. Certo è che la classe non s'è appannata e chi sospettava un'operazione nostalgia e dal sapore un pò pubblicitario si è dovuto ricredere. Come testimoniano la bagarre con il compagno di marca Jordi Torres in gara-2 (debuttante spagnolo di 16 anni più giovane, superato a due giri dalla fine) ed i 20 punti che ora Max vanta in classifica. Alla sua prima wild card ha già vinto il duello a distanza con Troy Bayliss, che nelle quattro gare di Phillip Island e Buriram ne aveva conquistati 15. Del resto, dopo il ritiro, il campione romano ha continuato a tenersi in allenamento e la moto non l'ha mai abbandonata, svolgendo il ruolo di collaudatore per l'Aprilia.
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