La Nuova Sardegna

Sport

«Non riusciamo mai ad essere aggressivi per tutta la partita»

di Andrea Sini
«Non riusciamo mai ad essere aggressivi per tutta la partita»

Faccia scura per Meo Sacchetti che non risparmia frecciate «Non capisco che cosa passi per la testa dei miei giocatori»

3 MINUTI DI LETTURA





INVIATO A REGGIO EMILIA. Un sigaro preso “in prestito” da un giornalista reggiano e la faccia sconsolata di chi non ha ancora capito sino in fondo di che pasta sia fatta la sua squadra. Meo Sacchetti si presenta in sala stampa con il viso piuttosto scuro.

«Alleno questa squadra da quasi un anno – dice il coach della Dinamo – e alla fine del campionato la conosco, ma un po’ ancora non riesco a entrare nella testa dei miei giocatori. Siamo venuti a Reggio a giocarci una gara importantissima e nel primo tempo abbiamo commesso appena 4 falli, e poi 16 nel secondo. In un match basilare come questo è una cosa sorprendente. Non so cosa passi per la testa dei giocatori, questa aggressività che va e viene è un po’ la storia del nostro campionato, ma mi aspettavo che in questa partita tutti avessero il fuoco dentro».

La Dinamo è rimasta in partita sino all’ultimo nonostante i primi 22 tentativi da oltre l’arco dei 6,75 siano finiti sul ferro. Un mezzo miracolo. «Siamo a fine stagione – ripete Sacchetti – e nelle ultime partite i pregi e le pecche di Reggio e di Sassari si sono visti, sicuramente più le nostre pecche. Il modo in cui è andata questa partita per noi è un controsenso, abbiamo fatto poco canestro da tre, è vero, ma troppo spesso abbiamo preferito andare dentro dove ci aspettavano i loro lunghi anziché avere pazienza e tirare da fuori quando c’erano tiri aperti. Certe volte bisogna avere il coraggio di leggere meglio le situazioni e fare il tiro migliore, anche quando la serata sembra storta. Bisognava insistere anziché entrare dentro».

Poi il coach della formazione sassarese spiega la scelta sull’ultimo possesso biancoblù, sul -2 e con 5”78 da giocare. «Nell’ultima azione avevavamo studiato un gioco nel quale doveva uscire Logan», dice Sacchetti, che poi fa una faccia come per dire “è andata in maniera completamente diversa”.

Nella quinta gara della serie finale si sono visti tantissimo errori da entrambe le squadre. Stanchezza, tensione o altro? « È sicuramente un po' di stanchezza, ma come ho detto prima non ci può essere questa differenza sui falli fatti. Quando c’è questa tensione, per una gara di finale, le percentuali al tiro si abbassano. Non ci sono mai state gare uguali in questi playoff. Speravamo di riuscire a fare ciò che avevamo fatto a Sassari e non ci siamo riusciti, tutto qui».

Ora la Dinamo si trova nella condizione in cui in questa stagione ha reso al meglio: ovvero con le spalle al muro. «Io dico che avremmo preferito vincere questa gara e poi giocarcela in casa, significa che dovremo fare un tragitto più lungo. Abbiamo visto che abbiamo la possibilità per giocarcela anche in casa loro, ma ora dob biamo vincere ancora in casa nostra. Quando finisce una partita come questa c’è solo da cancellare tutto e sperare che l’atteggiamento per le prossime gare sia quello giusto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative