«Bene, sappiamo già come si fa»
Il coach Meo Sacchetti orgoglioso del gruppo ricorda i successi in Coppa Italia e Supercoppa
SASSARI. «Sembrava non finisse mai». Ma alla fine è finita ed è finita bene. La favola del Banco di Sardegna continua e domani si volta l’ultima pagina.
«Abbiamo già disputato due finali quest’anno – ricorda Meo Sacchetti davanti a microfoni e taccuini in sala stampa mentre in piazzale Segni i tifosi biancoblù impazzano, un gruppo su un carro carnevalesco animato dai campanacci –. Arriva la terza finale dell’anno. Abbiamo giocato e vinto la Supercoppa, abbiamo giocato e vinto la Coppa Italia». E adesso la terza finale, quella che vale lo scudetto. Come a dire: il Banco di Sardegna sa come si fa, lo ha già fatto e a Reggio Emilia domani è pronta a riprovarci e a ri-riuscirci.
Ma che fatica. «L’abbiamo presa per i capelli e alla fine l’abbiamo portata a casa – racconta il coach della Dinamo –: sembrava non finissse mai, sembrava che lo scudetto avesse preso la strada di Reggio invece il canestro da 3 di Logan ci ha dato fiducia e ci ha portati a una buona difesa. Abbiamo avuto due occasioni per chiuderla entro i 40’ e non l’abbiamo fatto, poi nei supplementari abbiamo fatto divertire il pubblico a casa e un po’ meno i tifosi al palazzetto, però...». Però ora si pensa già all’ultimo atto, a gara7. La fatica non peserà, garantiscono entrambi gli allenatori. «Abbiamo giocato 55 minuti, e questo dopo una serie già pesante di per sé – prosegue l’allenatore dei biancoblù –, abbiamo dato tutto, e stiamo migliorando da tre perché se in gara5 siamo partiti da 0/20 prima di sbloccarci oggi l’abbiamo fatto da 0/10 – scherza –. Ci abbiamo messo 15 minuti in più e adesso vedremo chi avrà più energie da spendere, energie sia di tipo fisico che di tipo nervoso. Ma è una finale scudetto, è l’ultimo atto e tutti danno tutto».
Come ieri, quando a dover dare tutto però sono stati meno biancoblù del solito. Mai come ieri in gara6 Meo Sacchetti ha dovuto far ricorso ai magnifici sette. Mai come ieri rotazioni ridotte nel Banco di Sardegna. «Ormai è così – spiega Meo Sacchetti –, non era né gara1 né gara2 né gara3, a questo punto devi raschiare il barile». E quello della Dinao sembrava avere un sottofondo. «Sacchetti sorride: – nel bene e nel male siamo due squadre profondamente diverse, ognuno gioca e produce in base a quello che ha. Ce la giochiamo, e ce la giochiamo fino in fondo». Anche domani, anche in gara7 a Reggio Emilia dove si volta l’ultima pagina di una favola che Sassari vuole a lieto fine.
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