Botti sulla Via Emilia per una notte biancoblù
Dalla grande festa in campo ai sigari fumati nell’intimità dello spogliatoio Poche ore di sonno per un gruppo che si è risvegliato campione d’Italia
INVIATO A REGGIO EMILIA. La via Emilia come terra di conquista, dopo le imprese in terra lombarda. Assago e Desio sono lontane, Sassari è lontanissima e ancora una volta la Dinamo ha festeggiato lontano da casa. I muri scrostati degli spogliatoi del vecchio PalaBigi hanno raccolto schizzi di sudore, lacrime e bottiglie stappate. Dopo le 23,16 di venerdì notte, con l’ultimissima sirena della finale scudetto, le urla di gioia di giocatori e staff biancoblù hanno rotto il silenzio irreale piombato all’improvviso nell’impianto reggiano.
Dopo la premiazione, nello stanzone dei giocatori biancoblù il fumo si tagliava a fette: sigari di gran pregio inceneriti come fossero cerini, grandi sorrisi e i volti ancora increduli di chi non ha ancora realizzato quanto è successo sul parquet. Niente eccessi, stavolta, niente gavettoni (a Desio dopo la finale di coppa Italia qualcuno ha rischiato di affogare...) ma tanta voglia di godersi il momento in perfetta intimità.
Foto di gruppo con la coppa, foto ufficiali e foto goliardiche: Rakim Sanders sorridente come un bambino, con il suo trofeo di Mvp della finale coccolato come fosse un giocattolo; Jerome Dyson con un sigaro gigante e gli occhi ancora gonfi di lacrime; David Logan con un viso disteso come non si era mai visto; e poi gli italiani, immortalati dalla videocamerina del cameraman improvvisato Massimo Chessa. Ancora sorrisi, ancora abbracci e ancora tanti che fanno spallucce con gli occhi in gloria, come per dire “è successa una cosa incredibile”. Poi solo all’una passata la squadra è uscita dagli spogliatoi per rientrare in albergo, alle porte di Modena. Per sfuggire alla “noia” della provincia qualcuno ha preso la A1 per tuffarsi nella notte milanese, mentre la stragrande maggioranza del gruppo ha preferito optare per una serata di pieno relax in albergo, a chiacchierare e discutere davanti a qualche birra della fantastica impresa appena realizzata. Poi in mattinata la partenza, la lunga giornata in viaggio e l’arrivo trionfale in piazza d’Italia.
Da oggi ognuno andrà per la sua strada, chi in vacanza, chi a casa, chi in America. Qualcuno non tornerà più, ma lo scudetto resta. E la sensazione è che la festa vera debba ancora cominciare.
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