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Brian Sacchetti: il figlio di papà diventato uomo squadra

Brian Sacchetti: il figlio di papà diventato uomo squadra

SASSARI. Nelle sei stagioni in serie A, quello che per tanti era inizialmente solo il figlio del Meo Nazionale, argento Olimpico a Mosca nel 1980 e oro agli Europei di Francia del 1983, è diventato...

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SASSARI. Nelle sei stagioni in serie A, quello che per tanti era inizialmente solo il figlio del Meo Nazionale, argento Olimpico a Mosca nel 1980 e oro agli Europei di Francia del 1983, è diventato per tutti gli effetti Brian Sacchetti, giocatore di basket, meritatamente, e giocatore della Dinamo, con profitto. Le statistiche di Lega raccontano un crescendo in termini di risultati raggiunti, numero di match giocati e minutaggio, cifre che confermano i progressi e che danno il giusto peso al valore dell'atleta.

Giusto qualche esempio. Nel 2008 approda con Ferrara in Lega A: 29 gare a referto, 343' sul parquet, 91 punti realizzati e 48 rimbalzi catturati. Nel 2010 sbarca per la prima volta in Sardegna: 32 gare a referto, 503' sul parquet, 160 punti realizzati e 77 rimbalzi catturati. Nel 2013/2014, quarto anno in Dinamo, manda 39 gare a referto, gioca 518', segna 213 punti e tira giù 76 rimbalzi. La media è positiva, il trend si rivela in crescita.

Nel suo lustro sassarese ci sono quattro partecipazioni ai playoff, tre all'Eurocup e una all'Eurolega, il tutto condito dalla conquista dei più importanti trofei del basket d'Italia. Giocatore hard rock nell'approccio e nello stile, fisico prestante e buona capacità di tiro dall'arco che «se lo avessi avuto io avrei giocato in Nba» disse una volta papà Meo. L'ala di Moncalieri ha ormai anche fama, certificata, da uomo di ghiaccio in lunetta, anche quando la palla pesa parecchio, e per segnare devi estraniarti da tutto ciò che accade all'esterno. Tre le apparizioni in quintetto nella regular season 2014-2015, contro Bologna, Brindisi e Roma. I 22 punti realizzati nel match con la Giorgio Tesi Group Pistoia lo scorso 2 febbraio rappresentano il suo record stagionale e assoluto in Lega A, che fa il paio con quello di tiri da tre realizzati (5), tiri totali realizzati (7/10) e valutazione (25).

Uno dei perni del blocco italiano, a volte sacrificato alle esigenze di squadra, non disdegna il no look e la giocata a effetto, ma sa sporcarsi le mani e in marcatura, quando occorre, sa essere ruvido quanto basta. La sua esultanza in panchina a caricare ambiente e compagni è ormai un must: uomo squadra che fa gruppo, e tante altre cose.

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