La Nuova Sardegna

Sport

Salvare il Portotorres ora non sembra missione impossibile

Salvare il Portotorres ora non sembra missione impossibile

La società ha già cambiato denominazione e partita Iva Tino Tellini: «Non ci sono debiti, qualcuno si faccia avanti»

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO TORRES. “La dirigenza ha provveduto ad espletare, come suggeritoci, il cambio di denominazione e di partita iva per porre la società Portotorres al riparo dalle onerose gestioni precedenti che ricadranno su chi ha contratto i debiti, come del resto sentenze recenti della Cassazione confermano”. Parole del presidente dimissionario Tino Tellini, che nelle ultime settimane ha organizzato due assemblee pubbliche per cercare di avvicinare i tifosi alla prima squadra di calcio cittadina e soprattutto provare a salvare il salvabile. “Stiamo facendo il massimo per salvare la squadra - aggiunge Tellini -, anche perché la nostra gestione dal punto di vista economico è sana. Pur se come attuale dirigenza ci presentiamo dimissionari, faremo comunque quanto è nelle nostre possibilità per non far cadere nel dimenticatoio il calcio portotorrese e la sua storia”. C’è rammarico nelle parole dell’ex fantasista che deliziava le platee nei suoi trascorsi rossoblù, considerando che nella stagione scorsa ha provato a dare una mano da dirigente per cercare di smuovere le acque stagnanti dove si era impantanato il club dopo l’addio di tanti giocatori che avevano contribuito a riportare la formazione turritana nell’èlite interregionale. Eppure qualche spiraglio sembra aprirsi dopo le promesse a vuoto dell’ultimo biennio attraverso sponsor improbabili e finanziamenti fasulli. “Qualcuno sembra interessato a rilevare la squadra – conferma l’ormai ex presidente -, anche se sinora nessun atto concreto è stato formalizzato: il tempo stringe e per l'iscrizione al campionato di promozione la data ultima è il 15 luglio. Una data molto vicina, quindi, e per iscrivere la squadra bisogna versare entro quel giorno 3700 euro”. Una sottoscrizione popolare per recuperare la quota necessaria appare alquanto improbabile all’interno di una comunità devastata da una crisi economica e sociale senza precedenti. Occorrerebbero imprenditori che amano lo sport per ripartire con una certa tranquillità, individuando atleti locali affidabili in grado di competere nel torneo di Promozione. “Ci dovranno essere un progetto e dei dirigenti nuovi in grado di proseguire con dignità l'annata agonistica – conclude Tellini -. Sperando che in questi giorni qualcosa si concretizzi: Porto Torres non può rimanere senza la sua massima espressione calcistica, sarebbe un altro brutto colpo di immagine per la città”. Una corsa contro il tempo per non perdere la storia passata e soprattutto il titolo sportivo attuale, quindi, considerando che col cambio di denominazione la società non ha più i debiti accumulati dalle precedenti gestioni sul groppone, ed è già un buon passo in avanti.

Gavino Masia

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative