Effetto Dinamo, i praticanti nell’isola crescono
Bruno Perra, presidente della Fip sarda: «C’eravamo tutti a spingere i biancoblù verso lo scudetto»
SASSARI. «Certo che sono contento, come presidente della Federbasket sarda e come tifoso. E’ una gioia infinita, come uomo di basket e come isolano, per tutto lo sport sardo. E’ una figata inimmaginabile, un sogno che si realizza». Bruno Perra è in partenza. Destinazione Corea, capodelegazione del basket femminile azzurro alle Universiadi. Un altro viaggio all’estero gli era costato una delle due uniche partite della Dinamo che quest’anno non ha potuto seguire live: «Sì, in Turchia con i giovani del 3 contro 3, poi nei playoff ne ho dovuto saltare un’altra, con Milano, per impegni romani».
Bruno Perra c’è, dietro la panchina biancoblù a Sassari e in trasferta. E’ anche un po’ suo, lo scudetto del basket. »E’ di tutta la Sardegna – replica –. Ho giocato anch’io con la Dinamo, anche quest’anno, ci ha giocato tutta la Sardegna. C’eravamo tutti a spingere col cuore questa grande squadra verso questo pazzesco risultato. Ancora non ho realizzato».
Ci credeva? «Dopo aver battuto Milano crederci sì,era doveroso. Noi sardi per carattere siamo diffidenti e non ci piace sbilanciarci nei sentimenti ma quando arrivi a gara7 e hai dimostrato che le finali le sai giocare...». L’Mvp di Bruno Perra? «Mi fa impazzire Dyson ma Mvp sono stati tutti, in ogni partita veniva fuori il carattere di qualcuno. Ora Sanders, prima Sosa, o Lawal, Formenti con Milano e le due-tre cose che ci hanno fatto vincere, Devecchi e Sacchetti che non si vede ma prende il rimbalzo giusto e fa i liberi decisivi. Tutti hanno dato qualcosa, altrimenti non vinci Coppa, Supercoppa e Scudetto».
E la Dinamo ha dato qualcosa a tutto il basket sardo. «Vero – conclude Bruno Perra –, il nostro movimento cresce e da quando la Dinamo è in A nei primi tre anni è stato stabile, mentre altre federazioni perdevano tesserati, e in questa stagione sta decollando. Il nostro ufficio gare quest’anno ha avuto a che fare nell’isola con 3700 partite, contro le 3400 della scorsa stagione. Ma i risultati profondi non saranno immediati, il vero effetto del boom Dinamo lo si potrà constatare realmente fra 3-4 anni, quando chi vive questo momento sarà genitore, atleta, dirigente. E noi vogliamo valorizzare anche questo momento: siamo già l’isola dei canestri, ma avremo numeri ancora più eccezionali». (mac)
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