Capitani al lavoro per la nuova Torres
Il presidente cerca il sostituto di Bucchi per la panchina e rinsalda i rapporti con alcuni importanti club di serie A e B
SASSARI. Superato il primo scoglio (e pur sapendo che lungo la rotta ce ne saranno altri) la Torres comincia pensare alla stagione 2015-2016. La società ha fatto domanda di iscrizione alla Lega Pro e ha presentato documenti e fideiussione mettendosi al riparo da brutte sorprese. Capitani ha vissuto le ultime due settimane in altalena, combattuto dall’amore per la sua squadra ma anche dalla tentazione tenere duro su una posizione assolutamente legittima. Il presidente ha chiesto garanzie a Comune e Regione per cominciare la stagione a parità di condizione con gli altri club di Lega Pro. Ha chiesto un aiuto ma è andato a sbattere contro i tempi della politica, da sempre più lenti di quelli dello sport.
Negli ultimi giorni, però, dal palazzo della Regione sono arrivati segnali di apertura. Non è esattamente quello che chiedeva il presidente ma è un piccolo spiraglio che consente di tenere vivo il dialogo. Ci saranno sviluppi? La speranza è che in qualche modo la giunta Pigliaru riesca a dare una mano alle squadre di vertice dello sport isolano. «Non chiediamo la luna – ha sempre detto Capitani – ma bisogna rendersi conto che fare sport in Sardegna è più complicato che altrove, non fosse altro che per il problema della trasferte. Credo che sia giusto che la Regione investa nelle sue squadre di punta. E la Torres è una di queste».
In attesa di capire se e come la politica riuscirà a dare un sostegno allo sport (l’ultima ipotesi è quella di una legge ad hoc) il presidente della società rossoblù ha scelto di dare ascolto al cuore piuttosto anche alla testa. Una scelta coraggiosa che ha fatto tirare un bel sospiro di sollievo ai tifosi (a proposito adesso non ci sono più alibi per non aderire alla campagna abbonamenti) e che apre scenari molto interessanti. Capitani è già al lavoro per allestire la squadra e ieri ha trascorso l’intera giornata al telefono per sondare la disponibilità di alcuni giocatori e mettere a punto la scelta del nuovo tecnico. Il presidente ha deciso di fare il mercato in prima persona contando sui rapporti costruiti con alcuni club importanti e sulle conoscenze personali. Per ora non si parla di un direttore sportivo ed è presto anche per azzardare qualche nome.
Intanto è ormai quasi certo che il campionato comincerà in ritardo rispetto ai tempi fissati dalla Lega, L’inchiesta sul calcio scommesse e quella bis sulle partite comprate dal presidente del Catania richiedono tempo e pazienza. «Non importante quando ripartiremo ma come» ha detto ieri Carlo Tavecchio, presidente della Figc. «Per l’Europa conta l’inizio dei campionati di serie A, abbiamo degli obblighi per Champions ed Europa League - spiega - ma la Serie B e la Lega Pro non hanno l’obbligo di partire il 21 agosto. Dobbiamo partire puliti, questo è il problema.
«Dal punto di vista sportivo - ha poi chiarito Tavecchio – la lealtà è stata calpestata e vilipesa. Un uomo di sport non può sentire queste cose. Dobbiamo fare un casellario sportivo dove ci siano i curricula di tutti quelli che si dichiarano dirigenti. Sarebbe un primo passo, ma importante». (a.l.)
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