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Mazzella: «Torno in Svizzera dal maestro Gonzalo Vitale»

Mazzella: «Torno in Svizzera dal maestro Gonzalo Vitale»

QUARTU. Coglie il suo secondo doppio scudetto sardo di fila. Ma avrebbe voluto un’altra finale: «Sì, il ritiro di Marco Porcu mi ha sorpreso». Manuel Mazzella porta a casa gli Assoluti. A Quartu fa...

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QUARTU. Coglie il suo secondo doppio scudetto sardo di fila. Ma avrebbe voluto un’altra finale: «Sì, il ritiro di Marco Porcu mi ha sorpreso». Manuel Mazzella porta a casa gli Assoluti. A Quartu fa il bis, singolare e doppio, con Alessandro Cannavera. Nel 2014 si era imposto al Terranova di Olbia, singolo e in coppia con Morelli. «Con Asara è stata dura. Colpo su colpo, due ore di scambi. Stavolta non c’è stata partita. Fin dal via ho capito che per Marco qualcosa non andava». Sabato, sul veloce di Marina Residence, il dorgalese blinda lo scudetto in un set: «Ero avanti 5-0, Porcu ha tenuto il servizio. Ho servito e abbiamo chiuso 6-1. Al cambio campo mi ha stretto la mano dicendomi che si ritirava per un problema fisico. Eppure, correva ancora bene. Peccato, c’era tanta gente».

Nello sport va anche così. E nel tennis le leggi sono ancora più crudeli: basta niente per rompere la magia che lega l’atleta al match. Di fatto, ritiro o meno dell’avversario, ai Campionati sardi 2015 il mancino ha mostrato continuità.

«Ho sofferto in semifinale con Zucca. Antonio è forte, giochiamo per il Margine Rosso, ci conosciamo a memoria. Il primo set al tie break ma anche il secondo, chiuso 63, sono stati in equilibrio. Il segreto? Ho tenuto alta la concentrazione».

Testa e cuore. E una marcia in più, tra grinta e agonismo. «Su questo fronte ho lavorato tanto e sto migliorando. Sulla tenuta mentale qualche progresso l’ho fatto. Puoi avere colpi e tattica ma senza la testa giusta e una buona condizione fisica non vai da nessuna parte».

Manuel Mazzella, classe ’91, tiene la Sardegna nelle classifiche mondiali. «Ho cinque punti e sono 1.300 Atp. Due di questi punti li ho presi nei tornei da 15mila dollari giocati in Messico: un’esperienza umana e sportiva irripetibile. Il futuro? Torno in Svizzera, mi alleno e lavoro nell’Academy di Gonzalo Vitale, un maestro uruguaiano che segue ragazze tra le prime cento, come Giorgia Brescia. Poi, a settembre, riparto dai tornei Itf del Forte Village».

Racchetta e ancora racchetta. Con la conferma al Margine Rosso: «Abbiamo sfiorato la promozione in B al doppio di spareggio con un club molto più forte. Sto da loro, una grande famiglia». Roger Federer («inimitabile») come icona e «Rios come modello: mancino come me, aveva talento e variazioni». Mazzella nel dopo trionfo a Marina Residence, è dai suoi. A Dorgali. La festa per il titolo con genitori e nonni: «Sono sempre nelle mie dediche. Ma stavolta ho un pensiero per il Margine Rosso: un gruppo splendido».

Mario Frongia

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