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L’IMMENSO RAGAZZO DI TAVULLIA

di STEFANO TAMBURINI

È molto più che una sfida nella sfida, quella fra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Non si tratta solo di capire chi avrà la meglio fra due piloti vestiti degli stessi colori e in sella a una moto...

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È molto più che una sfida nella sfida, quella fra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Non si tratta solo di capire chi avrà la meglio fra due piloti vestiti degli stessi colori e in sella a una moto gemella dell’altra. La disfida fra questi Cavalieri del brivido va ben al di là dell’incertezza del risultato e delle scosse di adrenalina che a ogni curva escono dal teleschermo e fanno vivere in punta di divano ogni attimo della singolar tenzone. E non è neanche lo scontro fra il vecchio campione e il ragazzo cresciuto guardando l’altro in tv. C’è molto più che una rivalità, una fra le tante passate di traverso nel cammino immenso di Valentino. Qui si intravede il confine fra leggenda e favola, il campionissimo che aggiunge un tassello fuori dal tempo dopo anni bui e un declino cominciato per molti ma non per lui che non ha mai smesso di crederci. Neanche nei due anni tristi in sella all’indomabile Ducati. Un campione reso più umano dal fallimento con la Rossa e tornato via via sempre più insidioso per quelli che pensavano di aver aperto un’altra epoca. Sì, i due anni irresistibili di Marc Marquez avevano lasciato credere questo e adesso invece è proprio il campioncino spagnolo che è costretto a guardare da lontano, al massimo di tanto in tanto a duellare triste e stizzoso.

La sfida di domenica in Germania rappresenta un crocevia perfetto con l’ultimo anno da trionfatore di Valentino, il 2009. Allora nove punti di vantaggio sul compagno di box separato da un muro. Oggi i punti sono dieci ma la sostanza non cambia. Allora come adesso, per Rossi, tre Gp vinti prima di trionfare anche sul circuito del Sachsenring e alla fine della stagione anche nel Mondiale. Non si tratta di celebrare un ritorno al futuro puntando su corsi e ricorsi. E non si tratta neanche di cogliere segnali, quelli ci sono già stati. Comunque vada a finire, questa terza età motoristica di Rossi è un inno di incoraggiamento per tutti quelli che pensano di avere a che fare con qualcosa di insormontabile. Vale ha cambiato modo di stare in sella, ha aggiunto allenamenti ad allenamenti già duri, ha curato ogni minimo particolare, come sa fare solo chi sa rendere speciale ogni sfida. Per il rivale di turno non è facile, perché in casi come questi il solo che non ha niente da rimetterci è chi la storia l’ha ormai già scritta: l’eterno, immenso, ragazzo di Tavullia. (s.t.)

@s__tamburini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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