La Lega Pro si affida a Tommaso Miele
A un magistrato le chiavi della serie C. Chiusa con 104 richieste di rinvio a giudizio l’inchiesta di Cremona, c’è anche Conte
ROMA. Il nome del successore del dimissionario Mario Macalli alla presidenza della Lega Pro sarà noto entro il 31 ottobre. È questa la data limite fissata dal Consiglio federale della Figc, che ieri all'unanimità ha nominato Commissario straordinario il consigliere della Corte dei Conti, Tommaso Miele. Al magistrato sono stati attribuiti tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione della Lega Pro, col compito di celebrare l'assemblea elettiva straordinaria entro i prossimi tre mesi e mezzo. Miele nel suo incarico potrà avvalersi della collaborazione di un massimo di tre vice-commissari. «La Lega Pro viene da una dimissione globale del Consiglio direttivo, quindi non c'era altra possibilità che nominare un Commissario che dovrà riportare la normalità - ha spiegato il n.1 della Figc, Carlo Tavecchio -. Avrà anche la possibilità di analizzare i fatti che hanno portato alla mancata approvazione del bilancio, e poi aprirà la consultazione elettorale».
Il Consiglio ha quindi approvato, sempre all'unanimità, la riforma dei campionati giovanili nazionali.
Intanto è arrivata a una svolta l'inchiesta della Procura di Cremona sulla brutta vicenda del calcioscommesse. Il procuratore Roberto di Martino ha chiesto il rinvio a giudizio di 104 indagati. Finirà sotto processo anche il ct della Nazionale, Antonio Conte, per il quale è stata ufficializzata l'accusa che era nell'aria da qualche settimana: frode sportiva per Albinoleffe-Siena del 29 maggio del 2011 in relazione alla quale fu chiamato in causa dal suo ex giocatore Filippo Carobbio, uno dei pentiti dell'inchiesta che ha già patteggiato la pena con l'altra gola profonda, Carlo Gervasoni. Per il ct, ora in vacanza alle Tremiti, e che secondo persone che gli sono vicine è «amareggiato, ma determinato ad andare avanti come ct», cade invece l'iniziale accusa di associazione per delinquere e la contestazione relativa a una seconda partita: Novara-Siena del 30 aprile 2011, finita in parità.
La stessa sorte processuale di Conte spetta all'ex allenatore dell'Atalanta, ora all'Udinese, Stefano Colantuono. Anche per lui l'accusa è frode sportiva in relazione ad un Atalanta-Crotone del 22 aprile del 2011. A inguaiarlo un sms dell'ex capitano della Dea, Cristiano Doni, allo scommettitore bolognese Nicola Santoni in cui Doni faceva riferimento a un “mr”, inteso come mister. Esce di scena, con una richiesta di archiviazione, invece il ds dell'Atalanta, Gabriele Zamagna. Per Doni, l'ex bomber della Nazionale Beppe Signori e l'ex capitano della Lazio, Stefano Mauri, rimane confermata l'accusa ben più grave di associazione per delinquere. Nei 104 della lista di di Martino manca l'ex calciatore Stefano Bettarini. Non perché gli sia andata bene, ma perché il pm sta rivalutando la sua posizione. Per il pm soo una sessantina le partite di A, B e Lega pro“taroccate” dagli indagati.
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