«La voce dai box? Non è mestiere adatto ai timidi»
Il Motomondiale visto dai box, una posizione privilegiata e al tempo stesso delicata. Ne abbiamo parlato con il collega Sandro Donato Grosso di Skysport (nella foto): «Il Mondiale vissuto dai box è...
Il Motomondiale visto dai box, una posizione privilegiata e al tempo stesso delicata. Ne abbiamo parlato con il collega Sandro Donato Grosso di Skysport (nella foto): «Il Mondiale vissuto dai box è qualcosa di realmente unico. È un lavoro nel quale devi saper trovare la giusta alchimia tra sensibilità giornalistica, prontezza di riflessi, senso di responsabilità nel dare le notizie più delicate, intraprendenza e anche un discreto quoziente di “faccia tosta”».
«Molte delle news – prosegue Grosso – passano prima da te così devi essere svelto a rispondere alle mille curiosità di Zoran Filicic e Guido Meda (e non sai mai cosa inventa al momento... ) ma anche essere propositivo e trovare argomenti d’interesse o interviste a caldo con i protagonisti assieme al collega Marco Selvetti».
«Raccogliere la gioia della vittoria di Valentino Rossi ed essere lì per primo a fargli esternare le emozioni che tutti gli italiani aspettano – continua – è tanto impegnativo quanto andare da Marquez dopo una caduta disastrosa. Se hai costruito un rapporto professionale e umano tutto sarà più facile, in quest’ottica l’esperienza della Formula 1 ha il valore di un Master in pista. A Barcellona, mentre tutti i colleghi spagnoli stavano a debita distanza, mi sono fatto largo nel cordone di sicurezza e ho intervistato in diretta l’ex re di Spagna Juan Carlos; è successa la stessa cosa con Keanu Reeves. In entrambi i casi avevo un po’ “corrotto” l’entourage ma non l’ho detto fino a oggi».
«Piccoli trucchi – conclude Grosso – di un mestiere vietato ai timidi ma da scoprire nelle sue pieghe e far vivere a casa Gp dopo Gp. (d.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
