Lo sceicco vuole comprare il Circus Ecclestone: forse vendo ma resto
Difficile pronosticare come possa andare a finire un affare quando ci sono di mezzo due come Bernie Ecclestone e lo sceicco del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, quello del Paris Saint Germain del...
Difficile pronosticare come possa andare a finire un affare quando ci sono di mezzo due come Bernie Ecclestone e lo sceicco del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, quello del Paris Saint Germain del calcio. Fra l’altro uno fra i principali sostenitori della discussa assegnazione dei Mondiali di calcio in Qatar nel 2022. Assegnazione a suon di tangenti con tanto di maxi-inchiesta e successiva bufera che sta rischiando di travolgere anche il presidente della Federcalcio mondiale, Joseph Blatter, l’Ecclestone del calcio.
Il maragià che ha riempito di petrodollari la società calcistica francese vuole mettere le mani anche sulla Formula 1. La Qatar sports investments, la società fondata nel 2005 dallo stesso Al-Thani, sarebbe infatti disposta a offrire una cifra vicina agli otto miliardi di euro per prendere il controllo della Formula one group, che organizza i campionati di Formula 1 e detiene i diritti commerciali dell’intero Circus.
Il sostanzioso assegno sarebbe tutto per Ecclestone, che detiene un pacchetto azionario del 5%, ma soprattutto la Cvc capital partners, la società di investimenti americana basata in New Jersey che ha rilevato il pacchetto di maggioranza della Formula 1 nel 2006.
Ecclestone pronto ad abdicare di fronte a una cifra così? Non è detto, perché l’85enne di Ipswich, nel caso, sarebbe intenzionato a mantenere un ruolo di consulente. Ecclestone infatti avrebbe già reso noto che nel quadro di una possibile vendita cederebbe il 5% che gli rimane della Formula 1 (per un valore stimato di 300-400 milioni di euro), ma manterrebbe comunque per sé un ruolo di consulenza e rappresentanza anche nella nuova gestione, secondo quanto scritto dal Financial Times.
L’offerta dello sceicco in ogni caso non è un fascio di luce nel buio, ma è supportata da partner importanti. In primo luogo va detto infatti che l’operazione sarebbe condotta dalla Qatar sports investments insieme con Rse Ventures, una compagnia nata nel 2012 dall’incontro tra Stephen M. Ross – presidente della Related companies, compagnia immobiliare di Real estate con un patrimonio valutato in oltre 15 miliardi di dollari, e padrone della squadra di football americano dei Miami Dolphins – e Matt Higgins, ex vicepresidente esecutivo dei New York Jets ed ex amministratore delegato della Lower Manhattan development corporation, la discussa compagnia che si è occupata della gestione e ricostruzione di Ground Zero dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.
L’offerta da otto miliardi della cordata qatariota-americana andrebbe ad acquistare quindi il 40,5% complessivo del Circus. Il punto cruciale dell’operazione sarà uno degli aspetti più critici dell’attuale mondiale di Formula 1, vale a dire i diritti tv. Da qui ci sarebbe da ripartire con lo sguardo rivolto sul mercato asiatico e americano. C’è da contrastare infatti il progressivo declino di sponsor, entrate e pubblico che ha afflitto la Formula 1 negli ultimi anni. I nuovi proprietari punterebbero quindi a rilanciare il marketing del campionato automobilistico più importante del mondo, con l’obiettivo di creare più interesse e rendere più attraente il Circus, soprattutto per gli investitori.
Basterà per far tornare le monoposto agli antichi fasti? O si rivelerà soltanto un’azzardata manovra finanziaria? La risposta, come sempre, la darà soltanto il tempo.
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