Monza e la mano tesa di Imola
Per trovare i soldi gare ad anni alterni: in Brianza per ora dicono no, ma...
di Mauro Corno
Manu Chao si è esibito all’autodromo di Monza lo scorso 20 giugno, gli Ac/Dc faranno lo stesso all’autodromo di Imola domani, giovedì 9 luglio. Ma è la musica dei motori che preoccupa gli appassionati: resta assai concreto il rischio che tra due anni la Formula 1 non faccia tappa in Italia. Bernie Ecclestone aspetta tranquillo. Sa bene che un’alternativa (anzi, più di una…) la troverà qualora dal nostro Paese non dovessero arrivare i quattrini necessari per prolungare l’accordo con l’impianto brianzolo: si parla di 20 milioni all’anno per tutelarsi dal 2017 al 2019.
Intreccio che parte da lontano. Imola, intanto, non sta a guardare, consapevole di possedere un pedigree di tutto rispetto. Dal 1979 al 2006 il circuito ha ospitato gare della Formula 1: la prima, denominata “Gran premio Dino Ferrari”, non era valida per il campionato del mondo e la vinse Niki Lauda. L’anno successivo, per la prima e unica volta nella sua storia, vi si corse il Gp d’Italia. Trionfò Nelson Piquet. Nel 1980 Monza si riprese l’organizzazione della manifestazione tricolore ma Ecclestone non tagliò fuori Imola, che divenne la sede del Gp di San Marino, teatro di epiche sfide e, purtroppo, anche della doppia tragedia che nel 1994, tra il 30 aprile e il 1° maggio, strappò alla vita al comprimario austriaco Roland Ratzenberger e il fenomenale campione brasiliano Ayrton Senna, che nel 1988, nel 1989 e nel 1991 lì era salito sul gradino più alto del podio.
L’ultima volta nel 2006. Il 18 ottobre del 2006 è un’altra brutta data. Non tragica, ma molto brutta. La Federazione internazionale annunciò che il Gran premio di San Marino era stato soppresso: non erano state attuate le modifiche richieste al circuito. L’ultima edizione dell’albo d’oro registra la vittoria di Michael Schumacher sulla Ferrari condotta ai box da Jean Todt, davanti a un rampante Fernando Alonso.
Nove anni dopo moltissimo è cambiato, a partire dall’ammodernamento, e così Imola ci riprova, più convinta che mai. È andata a fare visita a Londra al buon Bernie una delegazione, guidata dal sindaco Daniele Manca e da Uberto Selvatico Estense, il presidente di Formula Imola Spa, la società che gestisce l’Autodromo intitolato a Dino ed Enzo Ferrari. Ed è stato un colloquio decisamente proficuo. «Noi non ci poniamo come sostituti di Monza, ma come supporto: in questo momento in cui è davvero difficile reperire capitali l’alternanza tra i due circuiti potrebbe rappresentare la carta vincente. I nostri conti sono a posto, abbiamo un socio forte che è il Conami, e la passione necessaria per porre la nostra candidatura, come è stato fin da subito notato dall’imprenditore inglese. E poi siamo persuasi che ci sarebbe un grandissimo ritorno economico per il territorio: ci sono Gran premi che generano anche 200milioni di euro di entrate», sottolinea Selvatico Estense.
Fra l’altro sottotraccia è stata avanzata anche l’ipotesi che, in caso di alternanza fra i due circuiti, Monza negli anni “no” possa avere la gara della Superbike che di solito si svolge a Imola.
L’incontro con il boss. Ecclestone, di fronte al progetto di rilancio che gli è stato messo sotto agli occhi e agli investimenti previsti, ha aperto il libro dei ricordi. «Ha sottolineato che era stato il “Drake” in persona a chiedergli di portare la Formula 1 sulle rive del Santerno: ci ha fatto anche vedere una bellissima fotografia che li ritraeva insieme – prosegue il manager di Formula Imola –. Nello stesso tempo ha però ribadito di essere assai meravigliato dal fatto che la politica in Italia, sul tema Gran premio, non abbia fatto seguire i fatti alle parole. Bernie, poi, ha le spalle grosse. Passa per il “cattivo” della situazione, ma sono molti gli attori ad avere interessi economici fortissimi quando si parla di Circus. Lui ci mette la faccia».
La tiepida Brianza. La reazione di Monza alla proposta di alternanza con Imola è stata per il momento tiepida, per utilizzare un eufemismo. «Il nostro obiettivo è mantenere il Gran premio italiano sulla nostra pista e non possiamo considerare altre ipotesi, visto che nel 2022 si celebrerà il centenario della pista. La rotazione dovrebbe essere l’ultima risorsa possibile, a quel punto si potrebbe prenderla in considerazione», ha recentemente tagliato corto Ivan Capelli, ex pilota della Ferrari e presidente dell’Automobil club Milano, l’ente che controlla il circuito brianzolo mediante la società di gestione Sias.
Parole che non hanno spento l’entusiasmo imolese. «È un atteggiamento comprensibile – conclude Selvatico Estense –. Siamo però convinti che i campanilismi non possano portare da nessuna parte. Unendo le forze, invece, si può andare lontano. È importante che si remi tutti dalla stessa parte. Per esempio investendo sulle strutture che già esistono allo scopo di tenerle al passo del mondo dei motori e non creandone di nuove, disperdendo capitali». Il messaggio che arriva è chiaro: Monza e Imola rappresentano la storia, tenendosi per mano possono dare ancora molto alla Formula 1. Ma hanno bisogno di aiuto.
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