Quando le sportellate valgono il trionfo
Da Agostini-Hailwood fino agli scontri di Valentino Rossi con Max Biaggi, Sete Gibernau e Casey Stoner...
Gran premio d’Olanda, Assen, 2015. Valentino Rossi è in testa a poche curve dal termine. Dietro di lui si fa minaccioso Marc Marquez, campione del mondo in carica. Negli ultimi metri lo spagnolo prova a infilare il Dottore che, in vantaggio nella traiettoria, si piega in curva e viene toccato dalla Honda numero 93. Rossi finisce sulla sabbia, ma resta in piedi tagliando giocoforza la curva e trionfa.
È solo l’ultimo capitolo di una serie di duelli spettacolari che da sempre infiammano la MotoGp. Impossibile non cominciare dalla sfida Agostini-Hailwood del Mondiale 500 del 1967. I due si spartiscono lo stesso numero di Gran premi, cinque, ma in Canada l’iride finisce all’italiano per il maggior numero di secondi posti ottenuti. Leggendaria poi la sfida al Tourist Trophy dello stesso anno, vinto dall’inglese per la rottura della catena sulla Mv Agusta del campione italiano.
Nel 1983 gli attori in campo sono Freddie Spencer e Kenny Roberts. I due arrivano all’ultimo Gp, a San Marino, con pochissimi punti di differenza. La gara termina con la vittoria di Roberts davanti a Spencer, ma il Mondiale 500 va a quest’ultimo, che chiude con 144 punti contro i 142 del suo avversario.
Possibile non nominare due miti come Kevin Schwantz e Wayne Rainey? No di certo. Un solo titolo in 500 per Schwantz, tre per Rainey, ma tante battaglie. Su tutte quella andata in scena a Hockenheim nel 1991. Schwantz è nella scia di Rainey e per entrambi c’è odore di vittoria. Chi entra primo al Motodrom vince la gara. Wayne frena al limite, ma Kevin si mantiene all’interno, tira una delle staccate più belle della storia e lo passa, anche se il titolo andrà poi a Rainey.
Nel 1998 sono Max Biaggi e Mick Doohan a dare vita a una sfida leggendaria. Il romano è al debutto in 500 e comanda la classifica piloti a lungo, ma la svolta arriva al Gp di Catalogna, il terzultimo della stagione. Max esegue un sorpasso vietato, non rientra ai box per la penalità e viene dunque squalificato. Doohan vince le ultime tre gare e porta a casa il titolo.
Arriviamo ora all’epoca Rossi. Valentino ha duellato (e spesso vinto) con tantissimi avversari. Epiche le sfide con Biaggi, che poi proseguivano anche fuori pista. Celebre il litigio (botte) dopo il Gp di Barcellona del 2001, ma sono stati numerossimi gli screzi. A Welkom, nel 2004, andò in scena una sfida epica, così come nel Gp d’Italia del 2005, quando i due ingaggiarono una sfida a suon di sorpassi, con Biaggi che in piena curva si voltò a guardare Rossi in segno di sfida. Memorabile anche l’antagonismo di Vale con Sete Gibernau. Rossi lo battè nel 2003 e nel 2004, all’esordio con la Yamaha. Il colpo di grazia allo spagnolo arriva con la “spallata” di Jerez: all’ultima curva Rossi passa Gibernau toccandolo e facendolo finire fuori pista. Con ampi strascichi polemici.
Nel 2008 entriamo nella leggenda. Siamo a Laguna Seca, e la sfida stavolta è con Casey Stoner. Non c’è spazio per sorpassare in California, allora Rossi decide di farlo dove i comuni mortali non s’immaginano neanche: al Cavatappi, la chicane in discesa più spettacolare del tracciato. I due arrivano appaiati, Rossi riesce a mantenere l’interno ma la velocità e la forza centrifuga lo spingono fuori, oltre il cordolo. Va sulla sabbia, ma riesce a rimanere in piedi e a rientrare in pista, davanti a Stoner.
Nel 2009 assistiamo alla magia di Barcellona, con Lorenzo come avversario. A una curva dal termine, con lo spagnolo davanti, Rossi stacca oltre il limite, riesce a mantenere la linea di corda e ricompare davanti a Lorenzo come un fantasma. Il pubblico è in visibilio per l’ennesimo capolavoro del 46. Ma la magia di Laguna Seca si è anche ritorta contro Valentino, nel 2013, quando Marquez attacca e passa l’italiano al Cavatappi, come lui aveva fatto con Stoner.
A questo punto non resta che attendere le prossime magie.
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