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«Valentino, bello lo scontro con Marc ma il rivale è Jorge»

di Cristiano Marcacci
«Valentino, bello lo scontro con Marc ma il rivale è Jorge»

L’ex campione oggi commentatore Sky: «Il Mondiale ormai è una questione tutta interna al box Yamaha»

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Il duello dell’anno, quello tra Rossi e Marquez ad Assen, ci riporta d’un colpo a quindici anni fa, al 20 maggio del 2000, al Gran premio d’Italia al Mugello, quando all’ultimo giro delle allora 500 una girandola di emozioni e colpi di scena coinvolse e travolse i magnifici tre della pattuglia tricolore: Loris Capirossi, Max Biaggi e Valentino Rossi.

Capirossi passa in testa dal quinto giro, ma capisce subito che non è una giornata da fughe solitarie. Poco prima del decimo giro si forma il trenino che durerà sino all'epilogo: Capirossi è primo, dietro Rossi lo incalza, accelera perché sente alle sue spalle la grinta di Biaggi. Valentino è veloce, vede uno spazio piccolo piccolo, intuisce un’incertezza del leader della gara e lo passa. È un sorpasso spettacolare, ma non è quello decisivo. Capirossi non si abbatte, rimane incollato al rivale e qualche minuto dopo gli restituisce il favore. L’ultimo giro è da vivere in apnea, ma nel motociclismo ci vuole anche cattiveria ed è uno sport che difficilmente ama il lieto fine. Il primo a dare l’addio ai sogni di gloria è Rossi, che finisce lungo a una curva. Poi tocca a Biaggi, che si sfiora con Capirossi e finisce anche lui lungo disteso sul prato. Lo champagne è tutto per Capirex. È proprio quest’ultimo, oggi commentatore tecnico di Sky Sport e consulente della Dorna (la società che gestisce la MotoGp) per le questioni inerenti la sicurezza, a ricordarci in questa intervista quell’epica battaglia.

A cosa ha pensato subito vedendo quella spallata tra Marquez e Valentino?

«Mi è venuto in mente che è ancor più emozionante vincere una gara all’ultimo giro, alle ultime curve. Io, grazie a Dio, quella gioia l’ho provata, e proprio contro Valentino Rossi. Quello di Assen è stato un ultimo giro veramente appassionante. Non me l’aspettavo. Vale ormai aveva acquisito circa mezzo secondo di vantaggio su Marquez e non pensavo che lo spagnolo si rifacesse sotto in modo così repentino e nel giro di poche curve».

Ma lei cos’avrebbe fatto al posto di Valentino in quella medesima circostanza?

«La stessa cosa che ha fatto Valentino Rossi. Avrei cercato di assorbire il più possibile la carenata, senza cadere e tirando dritto, tentando di rimanere in piedi per proseguire».

E al posto di Marquez?

«Anche in questo caso la stessa cosa che ha fatto Marc. Ha cercato il sorpasso, si è appoggiato. Non poteva fare altro. Ormai, non ha più nulla da perdere. La vittoria gli manca da Austin e la sta rincorrendo con tutto se stesso. Deve attaccare il più possibile. Siamo solamente a metà stagione, non è mai troppo tardi, specialmente nel motociclismo. E poi questo è un campionato abbastanza strano, matematicamente Marquez non ha ancora perso niente».

Ma è Marquez l’avversario principale di Rossi nella lotta verso il titolo iridato?

«Direi proprio di no. Rossi l’avversario numero uno ce l’ha in casa, al proprio box ed è il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo. È certamente da lui che Valentino si deve guardare maggiormente. Jorge sta andando fortissimo, io lo vedo molto in forma».

È d’accordo nel valutare la Ducati preda di una sorta di appannamento?

«È presto per fare dei bilanci e per tirare le somme. Certo è che è partita fortissimo (mi ricordo ad esempio le ottime performance fatte registrare al Mugello solamente qualche settimana fa) e ora, invece, sta accusando qualche difficoltà. So che a Borgo Panigale stanno lavorando sulla moto per alcune modifiche e sono sicuro che Iannone e Dovizioso torneranno competitivi ai massimi livelli».

Un’occhiata ai giovani. Per chi vede un futuro di soddisfazioni?

«Io vedo molto bene Romano Fenati (corre nel team Sky-Vr46 in Moto3), veloce e intelligente. Sta andando veramente bene. E poi ci sono Antonelli, Locatelli e Bastianini. Presto ci daranno parecchie gioie».

In cabina di commento a Sky Sport chi si diverte di più tra lei e Guido Meda?

«Siamo entrambi scatenatissimi. Ci divertiamo da matti, ve lo posso assicurare. Con Guido è veramente un piacere lavorare e collaborare, è un grande professionista e un grande conoscitore del motociclismo e di tutto l’ambiente che vi ruota attorno. Siamo una grande coppia: un po’ come succede nei rally, quando il pilota e il navigatore sono come una cosa sola, avendo corso fianco a fianco per tantissimi anni. Lui conosce me e io conosco lui alla perfezione, ci basta proprio un filo di gas».

Lei sta puntando forte, anche come consulente Dorna, sul fronte della sicurezza. A quando l’airbag obbligatorio?

«Si stanno facendo dei passi avanti veramente interessanti in questa direzione. Dainese, ad esempio, è uscita in questi ultimi mesi con un prodotto qualitativamente elevato in grado di proteggere efficacemente schiena, clavicole e torace. E io sto spingendo molto per l’adozione dell’airbag sotto il profilo regolamentare. Penso che entro il 2017 ce la faremo. Per quell’anno diventerà obbligatorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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