Dietro il trionfo c’è un’isola senza ossigeno
Il miracolo biancoblù non basta al movimento: Sant’Orsola, Olimpia e Cus Cagliari gettano la spugna
SASSARI. Dopo la Dinamo, l'abisso. Concretizzato nel più sofferto, dal punto di vista economico, dei campionati regionali. Campioni d'Italia sassaresi a parte, l'isola dei canestri vive forse una delle peggiori crisi della sua esistenza. In campo maschile nessuna formazione rappresenterà i quattro mori oltre Tirreno nella prossima stagione sportiva. Sant’Orsola Sassari e Olimpia Cagliari, che avevano chiesto il ripescaggio in serie B, hanno deciso di lasciar perdere. Entrambe liberano i top player e i loro allenatori e ripartono dai ragazzini e da soluzioni interne in panchina. Lo stesso, per medesimi condizionamenti, accadrà con tutta probabilità a cascata negli altri campionati regionali.
Non sta certamente meglio il basket rosa. La "deadline" della serie A1 femminile era fissata per il 9 luglio scorso. A quella data il Cus Cagliari, che pure aveva provato a sensibilizzare le istituzioni con una conferenza stampa, non aveva ricevuto risposta e aveva così deciso di gettare la spugna. E così in un amen il sodalizio universitario si ritrova dai playoff scudetto a quella che di fatto, pare avere anche i connotati della beffa. Il rischio, nonostante l'iscrizione in serie A2 pervenuto agli uffici della Fip nazionale, è infatti addirittura quello di ripartire dalla serie B regionale. I precedenti parlano chiaro e non ammettono sconti. Soltanto tre stagioni fa furono costrette a resettare tutto società come Venezia e la pluriscudettata Geas Milano. Come il Cus anche l'Astro Cagliari. La migliore formazione sarda (per punti e piazzamento) della serie A2 femminile della passata stagione ripartirà dal minibasket e dal settore giovanile. «Impossibile programmare una stagione senza sapere quali risorse le istituzioni metteranno in campo - fa sapere Ermanno Iaci, patron del sodalizio giallonero - i costi delle trasferte sono per noi un vero calvario economico impossibile da colmare se non con l'aiuto di un corposo sponsor». Non solo i dubbi sul futuro, letteralmente appeso a un filo con una riduzione certa dei contributi regionali vicina al 10 per cento. I problemi nascono dal fatto che ci sono ancora tanti soldi da recuperare dalle gestioni precedenti. «Siamo ancora in attesa dei rimborsi nati con la vicenda Sardegna Promozione relativi alla stagione sportiva 2013-2014 - fa sapere Gianni Pili, dirigente del San Salvatore Selargius - e abbiamo avuto un notevole decurtazione per vicissitudini che hanno soltanto creato enorme confusione nei criteri di rendicontazione. Non so cosa ci spinga a fare la serie A2, se non il nostro attaccamento al fiorente settore giovanile e l'opportunità di dare uno sbocco alle nostre ragazze». E se la Virtus Cagliari ha dato l'ok per una nuovo campionato nella seconda serie la situazione in casa Mercede pare invece legata a novità societarie. «Se trovo nuovi soci faccio l'A2, altrimenti non ho nessun problema a ripartire dalla serie B regionale» dice il numero uno delle catalane Francesco De Rosa.
Mauro Farris
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