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Il Selargius volta pagina e schiera una rosa giovane

CAGLIARI. Volta completamente pagina il Selargius, che si lascia alle spalle la tribolata annata 2014/2015 e comincia a pensare alla nuova stagione, che lo vedrà ai nastri di partenza del campionato...

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CAGLIARI. Volta completamente pagina il Selargius, che si lascia alle spalle la tribolata annata 2014/2015 e comincia a pensare alla nuova stagione, che lo vedrà ai nastri di partenza del campionato di Eccellenza. «Giocheremo in questa categoria perché allo stato attuale non esistono i presupposti soprattutto dal punto di vista economico, per poter disputare la serie D, un campionato troppo costoso e assolutamente fuori dalla nostra portata – spiega il tecnico Pierpaolo Piras –. Continueremo a portare avanti anzi potenzieremo ulteriormente il discorso relativo al settore giovanile, che peraltro è sempre stato il nostro fiore all’occhiello». Della rosa dello scorso anno è rimasto qualcuno? «Faranno ancora parte del nostro progetto Carlo Callai e Manuel Contu, per il resto l’organico sarà costituito da tanti giovani, ma non mancheranno anche elementi di esperienza». Avete già operato qualche acquisto importante sul mercato? «Sì, al momento sono tre i nuovi innesti: il portiere Mariano Atzeni proveniente dal Vecchio Borgo Sant’Elia squadra di Prima categoria, il centrale difensivo Gianluca Recano, giocatore esperto che conosce bene questa categoria e lo scorso anno alla Castor Tortolì, e l’attaccante Diego Flumini, reduce dall’ottima stagione con la Ferrini Cagliari. Sono rientrati per fine prestito il difensore Daniele Pandori dall’Orione, il centrocampista Stefano Lorrai dalla Frassinetti Elmas, la punta Monni dal Cus Cagliari». Gli obiettivi più importanti? «La prossima – continua Piras – sarà sicuramente una stagione di transizione, non abbiamo particolari traguardi da raggiungere se non quello di disputare un campionato tranquillo, badando in primo luogo al mantenimento della categoria. Ci interessa però maggiormente vedere la crescita, il valore e la voglia di sacrificarsi dei nostri giovani, per capire soprattutto quanti di loro saranno in grado in un prossimo futuro di spiccare il volo verso palcoscenici calcistici più importanti».

Stefano Serra

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