Una festa di popolo per sostenere i rossoblù
Aritzo stregata dai ragazzi di Rastelli: donne, bambini e anziani affollano gli spalti in un clima magico
ARITZO. «Riportateci in serie A». Questa la meta, che dovrebbe arrivare attraverso un percorso di allenamenti, schemi calcistitici originali, tanta grinta e il sostegno di una intera isola.Lo chiedono in tanti e a gran voce. Mille forse più. Aritzo ieri aveva la veste della festa: oltre mille persone hanno affollato il campo comunale, ieri trasformato un autentico tempio rossoblù. In un clima quasi da stadio inglese: donne, bambini e tanti anziani, tutti comodamente seduti nelle gradinate del comunale. I più curiosi soprattutto i bambini: per loro è una occasione quasi magica e nei loro occhi tutta la curiosità di vedere il calcio che conta, personificato nei rossoblù che corrono per i cento metri per sessantacinque del campo aritzese.
Il test diverte: diversi i giovani del territorio in campo che fanno vedere dei bei numeri. Gli applausi sono anche per loro, vittime designate che comunque provano ad impensierire i ragazzi i Rastelli. Certo impensierire la difesa, non essere indimiditi da Storari e le sue manone è difficile anche per un attaccante potente come Calaresu, o per le rifiniture di Loddo, desulese trapiantato ad Olbia, o le rasoiate di Tocco. Poi il confronto è con il rapido Capello, con i tocchi di Marco Sau, sottolineati da una caterva di incitazioni e di applausi. I passi lunghi e rapidi di Donsah, le ripartenze di di Gennaro e i tiri che piovono da tutte le parti non intimidiscono Michele Pili. Che ne becca quattordici, facendosi ricordare per alcune belle parate. Questo dice il campo. Perchè fuori è una festa di sport e di aggragazione: amici che si rincontrano al campo, capo di sopra e di sotto, materializzati in persone e anni di amicizia o conoscenza che si materializzano in abbracci vigorosi e qualche birra bevuta assieme. Aritzo è piacevolmente invasa e risponde alla grande.
Alla fine della partita, tutti in paese a bere qualcosa di fresco in uno dei tanti bar. Per ricordare una giornata memorabile. «Non possiamo che ringraziare il Cagliari- dice il sindaco Gualtiero Mameli- per questo potere di attrattiva e di unione. Ci fa ritrovare sotto la sua bandiera. Grazie a tutti coloro che sono venuti in questa bella giornata di sport».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
