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La Procura mette paura alla Torres

di Daniele Doro
La Procura mette paura alla Torres

LegaPro, per le presunte gare combinate il tribunale sportivo sembra intenzionato a chiedere la responsabilità diretta

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SASSARI. Ritorna la paura. La paura che la giustizia sportiva possa dare un colpo mortale alla Torres. Lo scandalo del calcioscommesse sta per andare a giudizio e la società sassarese vi è dentro in maniera inquietante. La Procura Federale della Federcalcio ha notificato la chiusura delle indagini e adesso, probabilmente a metà della prossima settimana, saranno rese note le decisioni del procuratore Palazzi circa i deferimenti e le eventuali archiviazioni. A quel punto si andrà a processo entro Ferragosto e in appello a fine agosto.

La Torres è una delle società che viene indicata tra le più compromesse e a rischio elevato di retrocessione se, come appare scontato, verrà rinviata a giudizio per responsabilità diretta per illecito sportivo, associazione finalizzata all’illecito e divieto di scommesse. Per la società rossoblù pesano molto le intercettazioni che vedono coinvolti il presidente Capitani, l’ex direttore sportivo Nucifora e l’ex allenatore Costantino.

Palazzi e i suoi colleghi della Procura hanno indagato su 31 partite, coinvolgendo complessivamente 32 squadre. Oltre alla Torres, le società alle quali verrà contestata la responsabilità diretta sono Vigor Lamezia, Catanzaro, Brindisi e Barletta (che nel frattempo non si è iscritto al campionato di LegaPro), con l’aggiunta di alcune responsabilità oggettive e presunte. Si tratta di casi punibili con la retrocessione a tavolino. Curioso il fatto che l’Aquila, la società maggiormente coinvolta nella vicenda (la presunta cupola aveva come principale motore il dirigente Ercole Di Nicola, finito in carcere), abbia ben 22 contestazioni, ma di queste nessuna per responsabilità diretta: 20 sarebbero per responsabilità oggettiva, le altre per presunta. Nel frattempo comunque il filone si è allargato e sono spuntate altre partite: in questo caso la Torres non viene mai chiamata in causa.

Domenico Capitani, che è già stato ascoltato dalla Procura e che adesso potrà ancora chiedere di essere sentito, continua a mostrare ottimismo sull’esito della vicenda. «La Torres non ha mai cercato di manipolare – ha detto il presidente – il risultato di nessuna partita. Io posso aver commesso anche una leggerezza e ho spiegato tutto alla Procura Federale. Adesso attendiamo con serenità le decisioni della Procura poi, eventualmente, cercheremo di far valere le nostre ragioni davanti ai giudici».

In effetti, sembra che la Torres sia chiamata in causa soltanto per la partita di Coppa Italia Pisa-Torres. Una partita che la società rossoblù aveva deciso con largo anticipo, comunicandolo agli organi di informazione, che avrebbe giocato con la squadra Berretti. Inevitabile che il risultato di quella gara fosse scontato a favore del Pesa. Tra l’altro, nessun giocatore della Torres, ne del Pisa, risulta indagato o accusato di illecito, mentre per quanto riguarda altre partite in cui era impegnata la Torres (Monza, Pro Patria) le ipotesi di reato sono state addebitate soltanto alle squadre avversari senza il coinvolgimento della Torres.

I giudici federali dovranno valutare le tesi difensive della Torres e decidere le eventuali sanzioni. Sanzioni che possono andare dalla retrocessione a una penalizzazione nel campionato che sta per iniziare. Ed è per quest’ultima soluzione che in ultima analisi si batteranno i legali della società rossoblù.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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