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Fantasia e tanti sacrifici: ecco il nuovo Joao Pedro

di Roberto Muretto
Fantasia e tanti sacrifici: ecco il nuovo Joao Pedro

Al brasiliano del Cagliari fare il trequartista piace: «Il mister mi aiuta molto» E sulla serie B non ha dubbi: «Il campo dirà se il Cagliari è la squadra più forte»

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INVIATO AD ARITZO. E’ un ragazzo riservato. Preferisce i fatti alle parole. E se potesse evitare le interviste sarebbe felicissimo. Joao Pedro, 23 anni compiuti a marzo, è capace di far “cantare” il pallone. Da brasiliano è dotato di grande tecnica e ogni tanto si esibisce in delle giocate alla... Messi. Deve maturare sul piano tattico. Soprattutto nella fase di non possesso. «Il mister mi sta aiutando moltissimo nel nuovo ruolo (trequartista ndr), anche se in quella posizione ho già giocato col Penarol. Sono convinto di poter fare bene alle spalle degli attaccanti. Posso creare gioco e soprattutto mi sento libero. La fase difensiva è particolare, nel senso che bisogna pressare immediatamente. Sto lavorando per fare miei questi concetti».

Joao ha familiarizzato con tutti, anche se al momento i rapporti più stretti sono quelli con i “superstiti” della passata stagione. «L’atteggiamento del gruppo è positivo - aggiunge l’attaccante - . Ci stiamo approcciando con la giusta mentalità al campionato di serie B . Un clima perfetto per lavorare serenamente e capire in fretta quello che l’allenatore pretende sul campo».

Dopo la retrocessione in tanti erano convinti che il brasiliano sarebbe stato messo nella lista dei partenti. Invece, la società ha deciso di puntare su un calciatore giovane. «Sono rimasto perchè affascinato dal progetto che il Cagliari mi ha sottoposto - spiega -. Ho capito che essere finiti in B è una ferita aperta che il presidente vuole rimarginare in fretta. Non c’è stati nemmeno bisogno di parlare tanto, ho detto sì e sono qui per dare tutto».

Lo stato d’animo dopo una stagione storta non può essere dei migliori, ma Joao Pedro racconta le sue sensazioni. «Noi “vecchi” . dice sorridendo - sentiamo tantissimo la responsabilità e abbiamo il fuoco dentro. Lo stesso spirito lo hanno anche i nuovi arrivati e questo si rivelerà un grande vantaggio». Joao non è molto loquace, dà la sensazione di essere un ragazzo timido, che sta sulle sue. «Non mi sento un leader - sottolinea -, ci mancherebbe altro. Questo è un gruppo giovane ed io sono uno di loro. Mi trovo bene con tutti, anche se è normale avere più confidenza con uno, piuttosto che con un altro. Posso garantire che rispetto alla scorsa stagione le sensazioni sono diverse. A noi che siamo rimasti, sicuramente la lezione ci è servita tanto».

Il calore dei tifosi è un altro degli aspetti importanti nella prima fase della stagione. C’è un entusiasmo che forse nessuno si aspettava. «Forse anche per questo la socidtà ha deciso di restare in Sardegna. E visto come siamo stati accolti e come tutti i giorni veniamo incitati, ha fatto benissimo. Aritzo è un posto perfetto per la preparazione, gli abitanti ci hanno fatto subito sentire come se fossimo a casa».

Che il Cagliari sia la squadrada battere è ormai sulla bocca di tutti. Un’investitura ufficiale e forse un carico di responsabilità pesante. «Per niente - conclude Joao Pedro -. Noi sappiamo quanto possiamo dare e ci stiamo convincendo dei nostri mezzi. Sono sicuro che arriveranno altri giocatori per completare la rosa. Ma poi sarà il campo a dire la verità. Noi faremo di tutto per confermare i pronostici estivi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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