Secondo sigillo francese, Chris Froome oggi rischia
Tour de France, ieri sulle Alpi vittoria di tappa a Bardet dopo una fuga epica Quattro Gp della montagna per Nibali che attaccherà ancora la maglia gialla
SAINT JEAN DE MAURIENNE. La Francia è in festa. Grazie alla doppietta confezionata da un paio di giovanotti rampanti che, nella seconda tappa alpina del poker della morte - com'è stato soprannominato - sono sfilati l'uno davanti all'altro sul traguardo, divisi da poco più di mezzo minuto (33”) l'uno dall'altro. Romain Bardet è stato più bravo di Pierre Rolland, bissando il successo che aveva conquistato a Pra Loup - avantieri - nel Giro del Delfinato. Rolland si è svegliato troppo tardi per riacciuffare il connazionale e gli resta il rammarico per avere forse sottovalutato la sua azione. Fatto sta che Bardet, classe 1994, talento dell'Ag2r La mondiale, già da tempo fuori dai giochi per la classifica generale, si è riscattato in una delle tappe più belle, da Gap a Saint-Jean de Maurienne, che prevedeva addirittura sei Gran premi della montagna e una salita (quella dei Lacets de Montvemier) spettacolare quanto inedita. Almeno per il Tour de France.
Bardet si è prima infilato in una fuga di 29 corridori, poi ha salutato tutti sugli ultimi chilometri della salita del Glandon ed è fuggito via, Un'impresa vera, Di quelle che rendono grande una corsa. All'Italia resta la soddisfazione dell'ottavo posto di Diamiano Caruso, sempre protagonista delle corse a tappe: al Giro d'Italia come al Tour de France, corridore duttile e preziosissimo, il siciliano. Ma anche di avere rivisto Vincenzo Nibali (conterraneo di Caruso) dare battaglia sulla penultima e l'ultima salita di giornata, così come ha fatto Alberto Contador, che è riuscito anche a mettere fra sè e Froome fino a un minuto di distacco, prima di essere ripreso dal gruppetto dei big, trainato da un ottimo Thomas e con Froome forse meno lucido che in altre circostanze. Il britannico è passato indenne da un altro test durissimo, ma è rimasto con la maglia gialla incollata addosso e soprattutto con i distacchi invariati dai rivali Nairo Quintana e Alejandro Valverde. L'impressione, alla luce delle difficoltà riscontrate del leader della classifica generale, è che gli uomini della Movistar abbiano perso un'occasione colossale per un eventuale attacco e un possibile, successivo ko tecnico. Le salite non sono finite, ma le occasioni diminuiscono, così come i chilometri che dividono il Tour dalla passerella finale a Parigi.
La battaglia prosegue oggi nella penultima tappa alpina che prevede ben quattro Gran premi della montagna. Solo 138 i chilometri da percorrere, ma saranno tutti senza respiro.
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