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Il grande cuore di Nibali, fuga e vittoria sulle Alpi

Il grande cuore di Nibali, fuga e vittoria sulle Alpi

Tour de France, il messinese trionfa nell’arrivo di La Toussuire e ora è quarto Froome terzo al traguardo e mantiene la maglia gialla. Oggi c’è l’Alpe d’Huez

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ROMA. Uno spettacolare Vincenzo Nibali onora la terza tappa alpina del Tour e fa crescere ancora di più i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere e non sarà. Il ciclismo, nella tappa più dura della Grand Boucle, ritrova il suo campione, prim’attore oggi tutto cuore di un’impresa che sa tanto di favola. Il portacolori dell’Astana dopo i giorni opachi che gli hanno fatto accumulare oltre 8 minuti di ritardo e i segnali di risveglio a Gap, riesce a mostrare finalmente gli artigli e a “griffare” la 19ª tappa da Saint Jean de Maurienne a La Toussuire di 138 km, terza frazione alpina consecutiva, ennesimo antipasto prima dell’attesissima scalata dell’Alpe d’Huez oggi.

Soprattutto il siciliano ripropone il ciclismo che piace alla gente, facendo partire il suo affondo a 50 km dall’arrivo, sul Col de la Croix de Fer, ascesa da Hors Categorie della storia delle due ruote, soprattutto dopo settimane di pedalate travagliate. Il ritorno agli antichi splendori dello ’squalò riesce a mettere in un cantuccio prima Pierre Rolland, altro grande protagonista della tappa, breve ma durissima con tre ascese (di cui una di 1/a categoria) prima della montagna finale, poi il redivivo Nairo Quintana, alla fine 2° a 44” dal siciliano, che riesce alla fine a rosicchiare 31” alla Maglia Gialla (ora tra i due ballano 2’38”), terza al traguardo a 2’25” dal siciliano, davvero un altro corridore rispetto a quello che si era visto nella prima metà di luglio: scattante, impetuoso, con la gamba giusta, insomma in piena forma come un anno fa quando portò a casa la Grande Impresa. Vittoria a parte, la giornata di gloria permette al siciliano di scalare posti importanti in classifica, complice anche la grave crisi del britannico Thomas, fino a ieri mattina 4°, che lascia sui tornanti più di 10’ che gli fanno perdere l’olimpo della classifica. Peccato aver trovato la condizione solo adesso ma tant’è, resta la soddisfazione di essere tornato un numero uno, relegando al ruolo di comprimario Chris Froome passato indenne da un altro test durissimo, con la maglia gialla ancora incollata addosso e due avversari pericolosi come Valverde (3° a 5’25”) e Contador (5° a 7’56”), ancora più lontani in classifica. Resta solo Quintana tra lui e l’Arco di Trionfo di domenica, le salite non sono finite certo, basta pensare all’Alpe d’Huez, ma le occasioni diminuiscono, così come i chilometri da qui a Parigi.

Oggi nei 110,5 km da Modane Valfrejus all’Alpe d’Huez, Froome avrà qualche certezza in meno e sicuramente uno “squalo” da temere in più sui tornanti della montagna dove è stata scritta più di una pagina della storia del ciclismo.

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