È uno psicologo il compagno di squadra di Luigi
Manolo Cattari è il mental trainer del campione sin dalle Olimpiadi di Londra: meritava una medaglia
SASSARI. Ma chi l’ha detto che il tiro a volo è uno sport individuale? Luigi Lodde in pedana sale con un compagno di squadra. E’ Manolo Cattari. Con lui si allena, con lui tira, con lui studia la strategia di gara.
Manolo Cattari, psicologo dello sport e psicoterapeuta, anima del progetto AlbatroSS che nel nuoto sostiene i diversamente abili, è uno dei segreti del bicampione d’Europa. Arriva dal nuoto, adesso cerca spazio nella maratona, ma nello sport vince con la testa.
Vi allenate insieme.
«Sì, Luigi fa uno sport che ha una componente mentale enorme, nell’alternanza fra concentrazione e attenzione. C’è lo stress...»
Come lavorate?
«Come nella preparazione atletica. Si parte a inizio stagione quando c’è più tempo e meno collegiali. Training autogeno e rilassamento mentale, poi man mano che si avvicina la gara via col lavoro di fino, gli esercizi mentali fra una pedana e l’altra, fra una serie e l'altra. Come salire in pedana,ill piattello antipatico,... ».
Quando è nato il binomio?
«Mi ha contattato prima dei Giochi di Londra, quando ha preso la carta olimpica. Lavorare con Luigi è bellissimo, è un atleta eccellente, sveglio, ricettivo. A Londra era da medaglia, e col nuovo punteggio l’avrebbe avuta».
Adesso, invece?
«Ora si azzera tutto. Ma Luigi è così, si deve un po' incasinare mentalmente per reagire. Quest’anno poi è stato particolare. Atleta di punta della nazionale, tutte le aspettative in prospettiva Rio erano per lui e questo lo ha portato a estrinsecarsi in termini motivazionali. Poi, il lutto in famiglia. Però si è messo sotto a lavorare e lavorare, e tutto il lavoro svolto ha pagato, agli Europei»
Andrà a Rio, secondo lei?
«Come può il ct azzurro non portare il campione d’Europa, campione per due volte di fila? Luigi giocherà bene la carta dei mondiali, e si confermerà quel che è: una delle bandiere dello sport sardo». (mac)
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