La Nuova Sardegna

Sport

Il Settebello è tornato, l’Ungheria cade

Il Settebello è tornato, l’Ungheria cade

Grande impresa degli azzurri della pallanuoto ai mondiali di Kazan. Oggi Federica Pellegrini a caccia dell’oro nei 200 stile

3 MINUTI DI LETTURA





KAZAN. Indimenticabile notte da Settebello, che batte i campioni uscenti e vice campioni europei dell’Ungheria 8-7 (parziali 2-2, 1-2, 2-1, 3-2) e si qualifica alle semifinali dei campionati mondiali di pallanuoto in svolgimento a Kazan. Per l’Italia si tratta della terza volta consecutiva dopo il titolo iridato di Shanghai 2011 e il quarto posto a Barcellona 2013; risultati che si affiancano alle altre perle degli ultimi anni: l’argento olimpico del 2012 a Londra e l’argento del 2010 a Zagabria e il bronzo europeo del 2014 a Budapest.

Gli azzurri vincono una partita estremamente complicata, decisa dai gol di Luongo, a uomini pari per il 5-5 sulla sirena del terzo parziale e in superiorità numerica (come tutti gli altri del match) per l’8-6 a 3’40 dalla fine. Gli azzurri, sotto 2-0 e 5-3, sono stati bravi a non cedere al nervosismo; hanno continuato a tessere trame offensive che producevano superiorità numeriche non sempre trasformate (7/15), ma nel contempo sono cresciuti in difesa cominciando a sporcare le medie magiare

Le gare di oggi. La linguaccia d’ordinanza per dire che sì, anche a Kazan, la bracciata da finale è la sua. Federica Pellegrini è sempre lei: dal mondiale di Montreal, tinto d’argento, sono passati dieci anni e la campionessa azzurra della vasca si conferma sempre regina. Perché ai mondiali russi accede alla finale dei 200 stile da numero uno, con il miglior tempo di 1’56”23 e davanti alla concorrenza agguerrita dell’americana iridata Missy Franklin, seconda in 1’56”37, e di quella della sorpresa cinese, Shen Duo (1’56”44).

Candeline in vasca per l’azzurra che arriva all’appuntamento con un’altra pagina di storia comunque con una ricorrenza da festeggiare: perché oggi quando proverà a non invertire la tendenza delle ultime rassegne iridate dal 2005 in poi (sempre a medaglia, con la storica doppietta d’oro 200-400 sl in casa a Roma 2009) Federica festeggia il suo 27° compleanno.

L’azzurra, primatista mondiale in 1’52”98, ha gestito la semifinale con una gara tutta in progressione che l’ha portata prima al quinto posto, poi al quarto fino al primo nella virata ai 150 metri. In finale però «sarà battaglia vera, lotta fino alla fine – dice –. Ci vorranno cuore, testa, anima, forza e magari una spinta dall’alto. Non credevo di fare il miglior crono, perché pensavo che la seconda semifinale fosse più veloce. Però ci speravo perché non volevo entrare ultima e spogliarmi in fretta prima della finale».

Nella bagarre per il podio ci sarà anche Katie Ledecky (in finale con il sesto tempo di 1’56”76): la diciottenne di Bethesa nel Maryland poco prima di ributtarsi in acqua ulteriormente migliorato il suo record del mondo nei 1500 sl portandolo a 15’25”48. «Tra le favorite ci sarà anche lei – ammette l’azzurra – ha fatto il mondiale venti minuti prima e avrà sicuramente una marcia in più».

E oggi riflettori anche su Gregorio Paltrinieri, che si gioca un posto sul podio negli 800 sl: il campione di Carpi ha chiuso con il secondo crono di 7’45”15, anche per lui come per la “divina” la medaglia non è solo un sogno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative