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La Regione riapre i cordoni della borsa

La Regione riapre i cordoni della borsa

Approvata dal consiglio la legge che stanzia 2,1 milioni per la promozione: in pole ci sono Cagliari, Dinamo e Torres

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CAGLIARI. Lunga bagarre in aula, votazione a scrutinio segreto ma alla fine il risultato viene portato a casa. E i tifosi delle tre principali squadre sportive della Sardegna possono esultare come per un gol-partita. In Consiglio regionale ieri è passata, con appena tre voti di scarto (24 sì, 21 no e l’astensione del presidente Gianfranco Ganau), una proposta di legge trasversale che autorizza l’assessorato al Turismo a spendere 2,1 milioni di euro per campagne pubblicitarie delle principali attrazioni della Sardegna attraverso le società sportive professionistiche «in grado di raggiungere un pubblico particolarmente ampio e diversificato».

Tra i consiglieri che hanno contestato la legge, in molti hanno sostenuto che si tratti di una norma scritta su misura per tre società: ovvero la Dinamo basket, che difenderà il titolo di campione d’Italia e giocherà in Eurolega, la massima competizione continentale; e poi il Cagliari calcio, che militerà nel prossimo campionato di serie B e la Sef Torres, iscritta per il secondo anno consecutivo al campionato di LegaPro, ovvero la terza serie.

Sarebbero proprio queste le società che rispondono all’identikit proposto dall’assessorato e alle quali la Regione dovrà riconoscere «la capacità di attrarre flussi turistici in Sardegna anche durante i mesi non estivi».

In aula sono insorti i sardisti, il capogruppo di Area popolare Gianluigi Rubiu ha chiesto due volte il voto segreto e anche Gigi Ruggeri del Pd si è opposto alla proposta, primi firmatari Roberto Desini (Sovranità, democrazia e lavoro) e Gavino Manca (Pd), presidente della Seconda commissione: «È sbagliato sostenere con soldi pubblici le squadre professionistiche», ha dichiarato Ruggeri. Ignazio Locci (Fi) ha ritirato la sua firma dal testo, dopo che l’Aula ha bocciato un suo emendamento che avrebbe incluso nei finanziamenti anche gli atleti. L’assessore al Turismo Francesco Morandi he espresso parere negativo per evitare di «annacquare la norma».

«Non stiamo promuovendo l’immagine della Sardegna, ma attrattori ambientali, culturali e turistici e i prodotti dell’artigianato e dell’economia», ha precisato Morandi, «Obiettivi, azioni e mezzi, durata e procedura vengono definiti in anticipo». Tra gli oppositori, c’è chi come il sardista Christian Solinas ha contestato questa spesa, in una situazione di ristrettezza di risorse. «Stiamo agendo con superficialità e con scarsa contezza dei problemi reali dei sardi», ha aggiunto il capogruppo Angelo Carta.

Dei 2,1 milioni di euro da assegnare con la legge, un milione deriva dal definanziamento delle regate dell’American’s Cup World Series, previste a Cagliari nel giugno scorso e cancellate dopo che Luna Rossa ha abbandonato la competizione e la sua base nel porto sardo. Il resto sono risorse già destinate a manifestazioni, propaganda e opere turistiche. Dal 2016 la spesa prevista per l’attuazione della legge sarà facoltativa: quindi, la pubblicità tramite le società sportive professionistiche si farà solo se il Consiglio regionale deciderà di stanziare risorse in bilancio per queste finalità.

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