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Donsah e Farias nubi tra i sorrisi rossoblù

di Mario frongia
Donsah e Farias nubi tra i sorrisi rossoblù

Dopo l’abbuffata in Coppa due casi scuotono il Cagliari. Il ghanese avrà un adeguamento di stipendio, il brasiliano parte?

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CAGLIARI. Il momento-no di Donsah, la terza punta, la fibrillazione dell’ultimora: anche Farias batte cassa. In casa Cagliari si cuciono gli ultimi passaggi dopo l’abboffata con l’Entella.

In cima alla lista, le percentuali di approdo del centravanti-ariete: sessanta Cerri, quaranta Avenatti. In attesa dei dirigenti della Juve, in rientro da Shangai, sul fronte Cerri. E poche speranze di poter avere l’uruguagio: Avenatti match winner domenica in Coppa Italia. Giulini e Capozucca sono alle battute finali del mosaico disegnato con Rastelli.

“Centimetri e chili in B possono servire a sbloccare le partite con le difese arroccate” ripete il tecnico rossoblù. Da qui, la caccia al Rambo dei sedici metri che la butta dentro quando c’è traffico. Ma oltre al duo, ecco Massimo Coda (classe ’88). Nato nel Bologna, poi San Marino, ND Gorica e Parma, può essere il terzo pigliatutto con 184 cm e 76 chili. Da capire se e quando possano salutare Cagliari, Capello e Benedetti. In arrivo è stato più volte annunciato, tra gli altri, il difensore Di Cesare (Brescia).

Intanto, dal dopo Entella esperti e commentatori su scala nazionale hanno evidenziato il complicarsi dei contatti tra la società e gli agenti di Farias. Riscattato per un milione e 250mila euro dal Chievo, il trequartista ha vari estimatori (Lazio, Fiorentina e altre, anche in Europa) e pare abbia chiesto di essere ceduto. La situazione è in evoluzione.

Il mal di pancia di Donsah. A neanche un quarto d’ora dalla “manita” rifilata all’Entella con il passaggio al terzo turno di Coppa Italia, Rastelli conferma lo stand by del ghanese: “Un ragazzo interessante. Ma è giovane e ora non ha la concentrazione giusta: così, con me, il campo non lo vede”.

A completare il quadro, sempre nel vittorioso dopo partita con i liguri, capitan Dessena: “Fausto, come chiamo Donsah, deve capire che la testa è fondamentale. Deve pensare a dare il massimo e al rispetto per i compagni. A Olbia prima della partita con l’Ajaccio l’ho visto scuro in volto. Fausto, gli ho urlato, sorridi!”.

Insomma, la mezzala che pare abbia dietro Juve, Chelsea, Sassuolo e Bologna, è frastornata. I boatos, veri o presunti, che lo catapulterebbero su scenari ben diversi, e più remunerativi (anche per il pool che lo difende) l’hanno colpito. Da qui, l’esclusione dai primi undici e un minutaggio in caduta libera. “Quando si allenerà come voglio io vedrà il campo, in questo momento non è sereno e non lo prendo in considerazione” rilancia Rastelli. Il Cagliari, come dice il patron, ha ritrovato armonia con Arthur, Busardon e l’avvocato, il trio che segue Donsah. Con un quinquennale già sottoscritto in scadenza nel 2019, rimane da adeguare lo stipendio annuale, ora intorno ai centomila euro. Le parti non sono lontane, anzi. Però Donsah soffre. Le voci di mercato logorano anche i big, figuriamoci un ragazzo del ‘96. “Godfred è forte, se sta bene può darci una grossa mano. ma non deve pensare a quel che gli gira intorno. Alla sua età ero al Parma, in A, pensavo a giocare a pallone, senza curarmi della stampa o delle voci. Non bisogna montarsi la testa: lui lo sa, è un ragazzo d'oro”.

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