Il Catania patteggia, la Torres spera
Segnali positivi dalla Procura: Palazzi si “accontenta” della retrocessione in C dei siciliani punendo soltanto i presidenti
SASSARI. E’ la settimana della verità. Domani a Roma si alza il sipario sull’ennesimo scandalo che ha travolto il pallone italiano. Davanti ai giudizi del tribunale sportivo cominciano i processo per il cosidetto “calcio scommesse”, un pasticcio venuto alla luce grazie a una lunga indagine della Procura della Repubblica di Catanzaro e che coinvolge anche la Torres. Si comincerà con il Catania e con le confessioni choc del presidente Antonino Pulvirenti che ha candidamente ammesso di aver comprato la salvezza del club etneo in serie B. Il Catania rischia di sparire dalla scena del calcio professionistico anche se i segnali che rimbalzano tre Roma e la Sicilia ipotizzano una soluzione molto meno traumatica. Le confessioni del patron avrebbero convinto Palazzi a non calcare troppo la mano con il club. Il Catania verrebbe retrocesso in serie C salvando lo status di società professionistica con tutto che che ne consegue. L’ipotesi piace molto alla Torres e agli altri club coinvolti nell’inchiesta perchè è difficile pensare che procura utilizzi metri diversi una volta scelta la linea “mordida”. Piace meno a chi sperava di sfruttare le disgrazie altrui e ai vertici della lega di serie B.
Proprio ieri Andrea Abodi è entrato a gamba tesa nel dibatito tra chi vorrebbe punizioni esemplari e innocentisti per bollare come “inaccetabile” ogni ipotesi di patteggiamento. «Voglio pensare – ha detto – per il rispetto assoluto che porto nei confronti della giustizia sportiva e dei suoi organi, che le voci di queste ultime ore siano solo valutazioni dei media. Non ho nessun imbarazzo ad ammettere che mi indignerebbe l'idea che una società responsabile di illeciti sportivi gravi e conclamati, che ha mortificato la reputazione di un'intera categoria, che non si è fatta scrupolo di frodare 21 concorrenti e centinaia di migliaia di spettatori paganti, sia ammessa a disputare un campionato professionistico nella categoria in cui sarebbe probabilmente retrocessa, se non avesse rubato punti alle avversarie. Stessa indignazione se si decidesse di allontanare dal calcio solo temporaneamente i protagonisti di questa frode».
Un messaggio esplicito alla Figc e ai suoi organi che oggi affronteranno il caso Catania e domani il capitolo Teramo (che rischia di perdere la serie B) e, a seguire, quelli del Savona (avrebbe venduto il match decisivo per la promozione degli abruzzesi), della Torres e della Vigor Lamezia, a rischio estromissione dalla Lega Pro. «Se viene calpestata l'essenza stessa dello sport - conclude Abodi - tradendo la fiducia del pubblico e dei partecipanti, la punizione deve essere inesorabile, radicale e non negoziabile». Che ne pensa Palazzi?
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