Torres in vacanza sotto le... nuvole
Il processo per il calcioscommesse: l’avvocato rossoblù promette battaglia ma c’è chi parla di sentenza già scritta
SASSARI. Un po’ di quiete dopo la tempesta. La Torres ha concluso la prima fase del ritiro a Pattada e, da ieri, è in vacanza per il Ferragosto. Le notizie arrivate da Roma, dove è in corso il processo per il filone del calcio scommesse che coinvolge anche la squadra sassarese, non sono per niente buone. Il procuratore Stefano Palazzi ha chiesto la retrocessione del club in serie D con una penalizzazione in classifica di ben 10 punti. Squalifiche pesanti anche per il presidente Domenico Capitani (5 anni e 80 mila euro di multa) l’ex direttore Enzo Nucifora (4 anni, 6 mesi e 70 mila euro) e l’ex allenatore Massimo Costantino (4 anni e 60 mila).
Le sentenze, previste per il pomeriggio di lunedì, potrebbero slittare di qualche giorno allungando un’agonia che non avrà comunque fine con le decisioni dei giudici di primo grado. La difesa della Torres, affidata all’avvocato Antonio De Rensis, ha già annunciato che non si arrenderà facilmente. «I tifosi della Torres stiano tranquilli e si stringano attorno alla propria squadra in una battaglia che porteremo avanti in tutte le sedi. Io mi auguro che i giudici seguano un percorso logico perchè non si può far retrocedere una società prestigiosa come quella sassarese, che si muove tra mille difficoltà per restare nel calcio professionistico, per accuse che si basano sul nulla, senza indizi e senza prove».
Parole pesanti che si prestano a una doppia chiave di lettura. Chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno non può che essere confortato dalla sicurezza del legale rossoblù e dalla sua esperienza, chi invece preferisce vederlo mezzo vuoto legge nelle parole di De Rensis una sorta di rassegnazione per una sentenza che in molti vogliono già scritta. In realtà le voci che arrivano da Roma sono state univoche fin dall’inizio. «Puniremo duro chi ha commesso illeciti» ha sempre detto il presidente della Figc Tavecchio, seguito a ruota dai numeri uno delle Leghe e dallo spesso Palazzi. Punizioni esemplari per tutti anche a costo di far finire nel tritacarne proprio la giustizia.
L’esempio più evidente è proprio quello della Torres coinvolta nell’inchiesta per aver mandato una squadra imbottita di ragazzini a Pisa in occasione del secondo turno di Coppa Italia. Un’ingenuità aggravata da una serie di telefonate che confermavano la scelta di far giocare la Beretti e che hanno permesso a un gruppo di scommettitori stranieri di far cassa a colpo sicuro. Una leggerezza che però non ha falsato il campionato, che non ha coinvolto i giocatori rossoblù e che non avrebbe dovuto trascinare il nome della Torres nel verminaio scoperchiato dalle intercettazioni della procura di Catanzaro. Ma tant’è. Palazzi ha dovuto chiudere le sue indagini in tempi record per dar modo al mondo del pallone di rimettersi in moto e non è andato troppo per il sottile. Così la Torres rischia l’ergastolo per un furto di caramelle. Davvero troppo.
Antonio Ledà
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