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Calcio scommesse: è il giorno del giudizio

Calcio scommesse: è il giorno del giudizio

Arrivano le sentenze e le motivazioni: si parte dal Catania, poi sarà il turno della Torres. Speranze sempre più flebili

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SASSARI. Ancora poche ore e la Torres conoscerà il suo destino. Questa mattina il tribunale della Figc comunicherà le decisioni in merito ai processi aperti per il calcio scommesse. Si comincerà con il caso Catania, forse il più grave (5 partite comprate per evitare di perdere la serie B) ma anche quello sul quale il procuratore Stefano Palazzi ha scelto di calcare meno la mano. Il Catania rischia la retrocessione in Lega Pro e cinque punti di penalità da scontare nella stagione che sta per cominciare. Una richiesta che ha fatto sperare - invano - le altre società finite sul banco degli imputati. Per la Torres, accusata di aver “alterato il risultato e lo svolgimento della gara di coppa Italia con il Pisa” la richiesta della procura è stata pesantissima: retrocessione in serie D con in aggiunta una penalizzazione di dieci punti in classifica. Una richiesta che stride se rapportata a quella avanzata per i siciliani.

Stride perchè La Torres non ha falsato il campionato (cosa che ha evidentemente fatto il Catania), non ha comprato o venduto partite e non ha giocatori coinvolti nell’inchiesta. Ad inchiodare la squadra sassarese sono solo alcune intercettazioni telefoniche nelle quali il presidente Domenico Capitani, l’ex direttore Enzo Nucifora e l’ex allenatore Massimo Costantino confermano a un procuratore legato al sottobosco delle scommesse sportive che la squadra avrebbe giocato a Pisa con una formazione imbottita di giovanissimi per risparmiare i titolari impegnati, tre giorni dopo, nella prima di campionato. La sconfitta della Torres avrebbe permesso a un gruppo di giocatori di mettere da parte un piccolo gruzzolo senza rischiare niente. Da qui la convinzione di Palazzi di una partita “aggiustata” per fare cassa e la scelta di trascinare la società sul banco degli imputati per responsabilità diretta. L’avvocato Antonio De Rensis, legale del club rossoblù, ha tentato di spiegare che la scelta di mandare a Pisa una squadra di giovanissimi era stata presa da tempo (molto prima delle telefonate finite nell’inchiesta) ed era stata annunciata anche dagli organi di stampa. Basterà per convincere i giudici della Figc? L’impressione è che le sentenze non si discosteranno molto dalle richieste dell’accusa (i vertici federali premono per punizioni esemplari) tanto che l’avvocato De Rensis sta già lavorando per l’appello. Vedremo oggi se sarà così o se si potrà continuare a sperare. (a.l.)

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