La Nuova Sardegna

Sport

Sentenze rinviate, l’agonia si allunga

Il tribunale della Figc prende tempo per decidere le sorti della Torres e degli altri club coinvolti nel calcio scommesse

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. L’agonia sembra destinata a prolungarsi di qualche ora e, forse, di qualche giorno. Ieri erano attesi i primi verdetti per il processo sui nuovi capitoli del calcio scommesse portati alla luce dalla Procura di Catanzaro. Il tribunale avrebbe dovuto pronunciarsi sul caso del Catania e del Teramo, ma la sentenza non è arrivata. I giudici hanno deciso di allungare di qualche ora la camera di consiglio e questo significa che anche la Torres e le altre società coinvolte nell’inchiesta devono avere pazienza.

La sensazione e che il collegio non disattenderà la linea dura chiesta dall’accusa anche se potrebbe esserci qualche sorpresa. Si potrà capire di più proprio con la sentenza che interessa il Catania. Gli etnei, con il patron Antonino Pulvirenti che ha ammesso cinque delle sei combine contestate dalla procura federale, sperano di ripartire dalla Lega Pro con 5 punti di penalizzazione a seguito dell’”accordo” con la stessa procura in base all’articolo 24 (collaborazione e ammissione). I giudici hanno preferito prendere tempo per capire i margini di possibilità sull’applicazione del suddetto articolo. Le ammissioni di Pulvirenti potrebbero infatti non bastare a evitare una sanzione più grave rispetto alle richieste di Palazzi, proprio perchè non sussisterebbe il requisito di collaborazione essendo il verbale di Pulvirenti secretato. Come potrà il tribunale stabilire quanta collaborazione c’è stata e se c’è stata? Potrebbe dunque profilarsi la possibilità di una retrocessione in Lega Pro ma con una penalizzazione più dura (-10 o -15 punti). Diverso il caso di Savona-Teramo, una doppia responsabilità diretta (per Campitelli ma anche per il numero uno del Savona, Aldo Dellepiane), che in circa un’ora e mezza di requisitoria il procuratore aggiunto Gioacchino Tornatore non sarebbe riuscito a blindare. Anche questa partita sembra dunque aperta. Per il Teramo, il procuratore Tornatore aveva chiesto la retrocessione in Serie D con penalizzazione di 20 punti. Una richiesta pesante che le varie difese (quella di Campitelli ma anche dello stesso Savona) hanno provato a scardinare nel processo più lungo della storia della giustizia sportiva, terminato oltre l’una del mattino della vigilia di Ferragosto. La speranza degli abruzzesi (e dei liguri, che rischiano la retrocessione in D con -10 punti) poggia proprio su queste premesse. Si potrebbe profilare il caso di una combine fatta tra “seconde lienee”, vale a dire un accordo tra il ds del Teramo, Di Giuseppe, quello dell’Aquila, Enrico Di Nicola e l’ex tecnico del Savona, Ninni Corda, che per evitare il coinvolgimento personale nella vicenda avrebbe tirato in ballo l’ex consulente dei liguri Marco Barghigiani. Se venisse meno la responsabilità diretta delle due società, i giudici potrebbero decretare una responsabilità oggettiva per entrambe e salvarle.

Se sarà così può sperare anche la Torres. Ma sarà così? I sassaresi rischiano la retrocessione in serie D con una penalizzazione di 10 punti. In questo caso la difesa ha cercato di dimostrare che la sola partita finita nell’inchiesta (Pisa-Torres di coppa Italia) non è stata “aggiustata” come sostiene l’accusa perchè la decisione di far giocare una squadra imbottita di giovani era già stata presa ben prima dei contatti telefonici tra Capitani e un rappresentante del gruppo che ha poi scommesso sulla sconfitta dei sassaresi. Il presidente non riuscirà comunque a evitare una condanna ma la Torres potrebbe uscirne meglio di come ha chiesto l’accusa. Tra l’altro non ci sono giocatori rossoblù coinvolti non c’è reiterazione del reato e non è stato falsato il campionato (cosa che hanno fatto, invece, gli altri club tirati in ballo dalla Procura). Basterà per evitare la beffa? (a.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative