«Si è avverato il mio sogno tutto d’oro»
L’azzurra Alessia Orro, migliore alzatrice del torneo, torna nell’isola con la medaglia mondiale di volley Under 18 al collo
SASSARI. La palleggiatrice della nazionale italiana campione del mondo è tornata a casa.
Alessia Orro è sbarcata ieri nella sua Sardegna, dopo una lunga estate spesa in giro per il mondo, prima con l’Italia delle “grandi”, con la quale ha collezionato dodici presenze e ottenuto il quinto posto nel Grand Prix, e poi con la selezione under 18, che ha trascinato nei giorni scorsi alla conquista di un primo, storico, titolo iridato nella manifestazione disputata in Perù.
Un’avventura partita sì con buoni presupposti, ma che a suon di vittorie nette ha acquistato via via più il sapore di una cavalcata trionfale, celebrato in tutta Italia anche nel nome di Alessia. Otto gare e otto vittorie per la palleggiatrice nata a Narbolia e per le sue compagne, la miseria di due set concesse alle avversari, i temuti Stati Uniti schiantati nella finalissima dopo appena un’ora e un quarto di gioco.
Una gara che si è conclusa con lei in ginocchio al centro del campo, con le mani sollevate a coprirsi il viso.
Cosa ha provato in quel momento?
“Ho pensato che il mio sogno si era avverato, che tutti i sacrifici che avevamo fatto negli ultimi due anni avevano finalmente dato i loro frutti, e che con il duro lavoro si può arrivare a qualsiasi risultato. Poi ho pensato alla mia famiglia, agli amici, alle persone che mi guardavano da casa e mi sostenevano. Una bella sensazione”.
E’ stata premiata come migliore regista della manifestazione. Sta diventando un’abitudine.
“E io spero che rimanga un’abitudine”.
Ha disputato un mondiale con una media di 5-6 punti a partita, addirittura 11 contro il Giappone. Ma non le sembra di farne un po’ troppi, visto il suo ruolo, normalmente al servizio delle compagne?
“Ma cinque li ho fatto a muro, e qualche ace… poi vabbe’, sono nata attaccante, e quindi mi piace fare punto”.
Qual è la differenza fra giocare nella nazionale maggiore e nell’under 18?
“E’ stato un buon banco di prova, contro avversarie di grande esperienza, ma anche la possibilità di dimostrare che anche le giovani possono stare al passo con le grandi. Certo fra nazionale maggiore e under il livello cambia, perché nel primo caso dall’altra parte della rete ci sono atlete più esperte. Nel primo caso poi ero la più giovane mentre nella selezione under 18 ero quasi una veterana, chiamata a dare il buon esempio e ad aiutare la squadra a superare i momenti difficili. Visto il risultato direi che è andata bene”.
Adesso farà finalmente un po’ di vacanze?
“Di sicuro una decina di giorni, da dedicare a mare, riposo, famiglia amici. Insomma mi diverto un po’”.
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