«Presidente, riporti la nostra squadra in serie A»
L’appello degli emigrati sardi ad Amburgo. Sono un centinaio e seguono tutte le partite su Sky
AMBURGO. Quando ha incontrato il presidente Tommaso Giulini, Lussorio Puddu, presidente del circolo dei sardi di Amburgo, ha stento ha trattenuto le lacrime. Passato il momento di commozione ha detto al patron: «Riporti il Cagliari dove deve stare, in serie A». I due si sono abbracciati, c’è stato un reciproco scambio di doni e un grande applauso che ha coinvolto la folta delegazione degli emigrati sardi e il personale dell’hotel “Ellis” che ha ospitato la comitiva rossoblù.
Lussorio Puddu è arrivato in Germania nel dicembre del 1960 e fino a qualche anno fa (ora si gode la pensione) ha lavorato come montatore nei cantieri navali. «Sono di Oliena, ho lavorato col padre di Zola e Gianfranco, da bambino, l’ho preso in braccio. Mi è dispiaciuto tanto che la sua avventura sulla panchina del Cagliari sia finita male».
Al circolo “Su Nuraghe” gli iscritti sono circa un centinaio. «Ma abbiamo tanti amici tedeschi che spesso vengono a trovarci e partecipano alle nostre iniziative - spiega Luisa Piovanacci che fa parte del direttivo -. E quando la domenica Sky trasmette le partite del Cagliari, siamo più di centocinquanta a seguirle. Dovreste sentire i nostri amici tedeschi il tifo che fanno. Quasi quasi, più di noi».
Avere i giocatori rossoblù a due passi è una tentazione troppo grande per non chiedere autoigrafi, farsi fotografare e magari riuscire ad avere qualche gadget. I più fortunati una maglietta, gli altri si sono accontentati di gagliardetti e sciarpe che hanno sventolato a lungo durante l’amichevole giocata qualche ora più tardi.
«La nostalgia si fa sentire - aggiunge Luisa Piovanacci - e quando vediamo giocare il Cagliari, ancora di più. Oggi per noi è come aver fatto ritorno a casa. Stiamo pensando di far nascere un Cagliari Club di Amburgo, ne abbiamo parlato col presidente Giulini ed è rimasto entusiasta. Magari durante il prossimo campionato ci vedremo al Sant’Elia, magari per festeggiare il ritorno in serie A. Sarebbe una cosa bellissima».
R.M.
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